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@danieleannalisa Brano dal CD : "Duranadam - L'uomo immobile" (Il filo rosso tra una ragazza afghana e un artista turco) DURANADAM: L'espressione in lingua turca Duran Adam è assurta a neologismo di opposizione e resistenza non violenta verso gli abusi del potere costituito. Si chiama Erdem Gündüz il giovane pacifista, ingegnere ed artista, che semplicemente fermandosi immobile nella famosa piazza Taksim di Istanbul ha scatenato una nuova forma di protesta. Testo e musica: Daniele Dal Colle Voce: Daniele Dal Colle e Annalisa Franco Duranadam (L’uomo immobile) Non posso giocare, non posso parlare, non posso sedere ma solo ascoltare Non posso discutere, non posso studiare, se anche volessi non potrei suonare Non ho più neanche un nome. Con lo sguardo per terra mi preparo ad uscire, accompagnata dal mio carceriere neanche la sera posso più riposare e se vado a dormire, dormo per sognare. Di notte però senza velo nel buio Mi trucco e mi pettino senza farlo vedere Indosso le vesti più colorate Canto e sorrido e studio e discuto Prima che l’alba mi prenda a frustate Ma ho sentito di un uomo, un ragazzo, un artista Immobile e solo in mezzo a una piazza Sfidando il suo re, le torri e i soldati, in silenzio protesta. Duranadam, duranadam, Duranadam l’uomo immobile chiede la sua libertà Duranadam, duranadam, duranadam canta con me ti dimostrerò cosa un pedone può fare ad un re. Sono un ingegnere, ballerino ed artista, in un paese senza cuore ne testa. Ho sopportato, taciuto e ubbidito, sono stato arrestato e poi torturato non ho più neanche fame Come in tempi di guerra mi preparo ad uscire Schivando pattuglie per non farmi vedere La divisa strappata a mimetizzare. solo per compiacere E ballo di notte i balli proibiti, coloro di luce il buio del giorno Compro i miei dischi da un contrabbandiere Recito e danzo e compongo e dipingo Prima che l’alba mi riporti nel fango. Ma ho sentito di donne, di madri e di figlie Forbici in mano e lacrime agli occhi Sfidando sultani e guardiani morali, tagliarsi i capelli. Duranadam, duranadam, l’uomo immobile chiede la sua libertà Duranadam, duranadam, canta con me ti dimostrerò cosa un pedone può fare ad un re. Sulla scacchiera tra il bianco ed il nero Torri e cavalli e soldati e lacchè Ho sentito di uomini e donne d’oriente Immobili in piazza senza più capelli darsi la mano. Scacco matto al re.