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Vulcano più piccolo d'Italia Da Modigliana a Tredozio, Monte Brusca, Vulcano, Portico San Benedetto, Rocca San Cassiano, Monte Forcella, Modigliana. Tra ponti antichi, crateri nascosti e borghi incantati Il nostro viaggio in gravel tra le colline dell’Appennino tosco-romagnolo Io e Rossella, titolari del negozio Malini Bici, abbiamo deciso di concederci una giornata speciale: un anello tra Romagna e Toscana, immersi nella natura e nella storia, con le nostre amate Gravel Wilier Triestina Adlar — la mia muscolare e la sua a pedalata assistita. Il nostro punto di partenza è stato Modigliana (FC), proprio accanto al suggestivo Ponte della Signora. Questo gioiello architettonico, di origine medievale, si presenta come un tipico ponte a schiena d’asino: tre archi in pietra, di cui quello centrale, più alto e ampio, si innalza con eleganza sopra il torrente sottostante. Camminandoci sopra si ha quasi la sensazione di viaggiare indietro nel tempo, tra mercanti e pellegrini che lo attraversavano secoli fa. Lasciato Modigliana alle spalle, abbiamo iniziato a pedalare verso Tredozio: una salita lieve e costante, perfetta per scaldare le gambe, che ci ha accompagnati per circa 10 chilometri. La strada serpeggia tra campi coltivati, casali in pietra e boschetti di querce e castagni, con scorci sempre nuovi sulla valle. A Tredozio una breve sosta, poi la strada si fa più impegnativa: inizia la salita verso il Valico Villaggio Monte Brusca. La natura qui cambia aspetto e carattere: faggi, abeti e cerri avvolgono la strada con le loro chiome fitte, e l’aria diventa più fresca e profumata di sottobosco. È il cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, un mondo verde e silenzioso che invita a rallentare il ritmo e godersi ogni curva. Raggiunto il passo, inizia una discesa di circa 10 km in direzione Rocca San Casciano. Dopo circa 5 km di discesa, svoltiamo a sinistra per una deviazione imperdibile: il Vulcano del Monte Busca, conosciuto come il vulcano più piccolo d’Italia. In realtà si tratta di un fenomeno geologico raro: una fiammella perenne alimentata da gas metaniferi che filtra dal terreno. Sembra un piccolo fuoco magico che arde in mezzo ai sassi, e guardarlo mentre danza contro il cielo azzurro è un’esperienza quasi surreale. Ripresa la discesa, arriviamo nei pressi di Portico e San Benedetto, un borgo medievale incantevole e perfettamente conservato. Passeggiamo fino al celebre Ponte della Maestà, un elegante ponte in pietra ad arco che unisce le due sponde del fiume Montone: armonioso e scenografico, incorniciato da case in sasso, è uno dei luoghi più fotografati della zona — e a ragione. Da lì proseguiamo verso Rocca San Casciano, con le sue piazze ordinate e le case color pastello. Svoltiamo a sinistra imboccando via Monte Forcella, l’ultima vera salita della giornata: circa 8 km e 450 metri di dislivello. Le gambe bruciano, ma il panorama ripaga ogni pedalata: le colline si aprono in un susseguirsi di crinali boscosi, prati e calanchi argillosi che cambiano colore con la luce. Una volta in cima, ci aspettano gli ultimi 10 km in discesa dolce: il vento in faccia, la luce dorata del pomeriggio e la soddisfazione di aver vissuto un giro memorabile. Ritroviamo il nostro fidato Volkswagen Caravelle a Modigliana, stanchi ma felici, con la testa piena di immagini e il cuore colmo di gratitudine. Un anello perfetto: storia, natura, fatica e meraviglia, tutto in un solo giorno di bici.