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Video completo disponibile su https://www.eduflix.it Karl Jaspers nasce nel 1883 a Oldenburg, in Germania. Seguendo le orme del padre, giurista e direttore di banca, comincia gli studi universitari iscrivendosi a legge, ma la scelta si rivela poco congeniale alle sue inclinazioni e nel 1902 Karl passa alla Facoltà di medicina di Heidelberg. Dopo la laurea, inizia a lavorare come assistente presso l'ospedale psichiatrico della città e sviluppa presto posizioni critiche nei confronti della pratica clinica e dell'approccio della comunità medica contemporanea al tema della malattia mentale. Lascia dopo pochi anni l'attività terapeutica per dedicarsi esclusivamente alla scrittura e all'insegnamento universitario. Al 1913 risale il trattato Psicopatologia generale, sua prima grande opera, a seguito della quale gli viene assegnata la cattedra di psicologia presso l'Università di Heidelberg. Il suo secondo scritto, Psicologia delle visioni del mondo, pubblicato nel 1919, gli aprirà invece la strada verso una nuova docenza, in filosofia. Quest'opera è infatti considerata il primo documento dell'esistenzialismo, anteriore di ben otto anni al celebre Essere e tempo, di Heidegger; in essa sono contenuti tutti i temi principali che Jaspers svilupperà nei suoi scritti successivi, a partire dai tre volumi della Filosofia, del 1932. Con l'ascesa del nazismo in Germania, la vita di Jaspers va incontro al periodo più buio. Sua moglie, Gertrud Mayer, è ebrea, e questo attira su di lui il sospetto del regime. Nel 1937 viene obbligato a lasciare l'insegnamento e posto di fronte all'alternativa tra emigrare o divorziare. Non fa nessuna delle due cose, ma da allora vive da recluso, fino alla liberazione di Heidelberg da parte degli Alleati, il 30 marzo del 1945. Al termine della guerra Jaspers ritorna all'insegnamento, con un corso nel quale affronta la questione della colpa della Germania nello scoppio e nella condotta della guerra, ma nel 1948 si trova a prendere la difficile decisione di espatriare. La Germania è ormai un immenso deserto di rovine, che l'autore sente sempre più estraneo. Accetta allora l'invito ad insegnare presso l'Università di Basilea e si trasferisce stabilmente in Svizzera. Fino alla fine, tornerà a discutere i gravi problemi del suo tempo in scritti come La bomba atomica e il futuro dell'umanità, del 1958, o Libertà e unificazione, del 1960, in cui tratta il tema dell'unificazione tedesca. Dopo aver preso la cittadinanza svizzera, Jaspers muore a Basilea, nel 1969.