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CON FRANCESCO per le VIE del MONDO, programma curato da Francesco Bosco, punta l'attenzione su un figlio di San francesco d'Assisi divenuto beato. Un grazie particolare va alla Curia Generale dei Frati Minori Cappuccini e all'ufficio Comunicazioni, nella persona di fr. Paweł Teperski che ha curato le immagini dell'evento. Figlio di sant’Ignazio per quasi 18 anni, devoto e zelante sacerdote secolare nelle diocesi di Cremona, Torino e Milano e infine fedele seguace nell’ultimo tratto della sua vita degli insegnamenti del Poverello di Assisi come frate cappuccino. Ma soprattutto un uomo obbediente e capace nel nascondimento di sperimentare la «virtù del silenzio» – come ebbe a dire il cardinale Carlo Maria Martini – tanto da essere in grado di compiere grandi opere di misericordia spirituali e corporali. Sono i tratti più significativi che hanno cadenzato la vita di padre Arsenio da Trigolo, al secolo Giuseppe Migliavacca (1849-1909), stimato «ottimo giovane prete» da due grandi vescovi dell’Italia appena unificata come Geremia Bonomelli e il beato Giovanni Battista Scalabrini. il 7 ottobre nel Duomo a Milano padre Arsenio viene beatificato durante il rito presieduto dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. La beatificazione rappresenta un atto di restituzione alla giusta memoria di un uomo che con il suo servizio e la sua capacità di altruismo ha insegnato a vivere la spiritualità ignaziana alle suore di Maria SS. Consolatrice. Una delle grandezze di padre Arsenio è stata quella di aver sempre celato nel silenzio il bene compiuto e le tribolazioni e sofferenze subite nella sue tante esperienze passate. Un carisma e uno stile quello di Arsenio da Trigolo che appare di stringente attualità per lo stile di sacrificio gioioso e allo stesso tempo austero – «ignaziano e francescano allo stesso tempo» come ha scritto in un messaggio il ministro generale dei cappuccini, padre Mauro Jöhri – e di santa annichilazione che contraddistinse tutta la sua tribolata esistenza sulla cui tomba nella cappella di via Melchiorre Gioia già campeggia il titolo di beato. «Sorprende a tanti anni di distanza come egli fu veramente superiore a tutto e seppe governare con grande saggezza i tanti “sradicamenti” di cui fu vittima – è la riflessione di madre Galimberti superiora generale delle Suore di Maria SS. Consolatrice, istituto fondato dal beato Arsenio.