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RIPRESE Fujifilm xt4/ Drone Dji mini 4 pro Montaggio e riprese : GIANNI ATZENI Voce narrante: Alessandra Angius Testo: Alessandra Angius C'è una notte che non ha uguali in Barbagia, la cui atmosfera incanta e stupisce, portale di antichi riti, in bilico fra sacro e profano. Al centro della Sardegna, ad Ortueri, nel cuore del Mandrolisai la notte fra il 16 e il 17 gennaio, l'atmosfera si fa suggestiva e seduce i sensi. Sant' Antonio Abate deve essere onorato. È comunità che collabora da prima mattina in un intreccio di lavoro, consigli e suppliche silenziose. È il tempo di assaporare il vino nuovo, le cantine aprono nuovamente le porte e dispensano i propri tesori. Prende posto la terra che accoglierà e custodirà il fuoco. La piazza si anima, fervono i preparativi, la sete viene placata, si dispongono in cerchio i grandi tronchi, i rami e le frasche. Non è un lavoro improvvisato, c'è memoria e tradizione in questi sapienti gesti. Il momento tanto atteso è arrivato. Le campane annunciano ora è l'Ave Maria. Il più anziano si avvicina alla catasta e libera il fuoco. Il crepitio è il suono delle prime parole di un caldo canto che andrà avanti tutta la notte. Vengono benedetti i volti illuminati da queste fiamme, trovino ristoro e conforto. Le preghiere come le fiamme si elevano al cielo. Tredici Antonio, tredici giri, tredici credo. Che Antonio Abate, ascolti, si unisca alla supplica e infine interceda. Un suono che arriva dal passato, che parla di pagane presenze, riecheggia e richiama. Il nero assenza di colore copre i volti e cancella l'individuo trasformandolo in maschera. Nera la pelle come la notte che ne accoglie la danza dalla ritmica cadenza. Libero e selvaggio suono che dà il via al carnevale barbaricino.