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1/11/16 Salita al Ghiacciaio Ventina da Chiareggio Al Ghiacciaio del Ventina (o della Ventina), all'ombra degli imponenti profili del Disgrazie e del Cassandra, rappresenta una delle perle naturalistiche della Valmalenco e del settore valtellinese in genere, in quanto apparato glaciale fra i più facilmente accessibili delle nostre montagne lombarde. Purtroppo il ritiro generalizzato di tutti i ghiacciai, in corso da più di cento anni, ha colpito gravemente anche quello del Ventina, che ogni anno perde qualche decina di metri, costringendoci pertanto a salire e a faticare ogni anno di più per raggiungerne la fronte e toccarne con mano la fredda massa. D'altronde raggiungere la fronte è solo un interessante di più rispetto all'escursione classica di questa valle, quella all'Alpe Ventina, bel pianoro verdeggiante con vista sul ghiacciaio, cui si perviene in meno di un'ora di cammino. Località di partenza è Chiareggio (1612 metri), ultimo nucleo abitato raggiunto dalla strada del ramo occidentale della Valmalenco. Attraversando per intero il paese si perviene ad un enorme parcheggio a fondo sassoso, posto sotto le case di Chiareggio, di lato al Mallero. Parcheggiata l'auto, si superano le acque limacciose del Mallero su di un ponticello, oltre il quale la carrareccia piega a destra per andare ad addentrarsi poco alla volta nella valle del Ventina. Siamo in un bosco di pini e larici, che poco lascia vedere. Solo più in alto, a pochi minuti dall'arrivo, si esce dal bosco per attraversare, sempre su comodo sentiero, una vasta pietraia, da cui finalmente abbiamo una vista su questa parte di Valmalenco, con il caratteristico intaglio a V del passo del Muretto, verso nord. Ancora qualche metro e sbuchiamo alle spalle del rosseggiante Rifugio Gerli-Porro, posto all'estremità settentrionale dell'Alpe Ventina (m1960, h1.00). L'occhio corre per i prati, oltrepassa la piana alluvionale, risale antiche morene per raggiungere infine il corpo glaciale del Ventina, a forma di falce di luna, oggi purtroppo non più voluminoso come qualche decennio fa. Volendo aggiungere qualcos'altro, possiamo recarci al Torrione Porro (circa 1 ora), facile cucuzzolo con panorama dall'alto sul Ventina e sul Lago Pirola, oppure (scelta più classica) raggiungere la fronte del ghiacciaio. Questa second ipotesi ci fa percorrere il Sentiero Glaciologico Vittorio Sella, segnato da bolli blu e attrezzato con targhette riportanti la posizione della fronte del ghiacciaio nei vari momenti del secolo scorso. Si imbocca oltrepassando la piana e il Rifugio Ventina, tenendoci sul versante orientale della valle. Ignorata la deviazione per il Passo Ventina, ci si addentra nel vallone semicircolare scavato dal ghiacciaio. La cresta della morena sulla nostra sinistra, via via che procediamo, si alza sempre più, mostrandoci efficaciemente lo spessore che il ghiacciaio aveva raggiunto nel momento di massima espansione della piccola età glaciale. Giunti alla base di un gradino il sentiero glaciologico ci abbandona, costringendoci a proseguire lungo ripide tracce sassose. Guadagnato il ripiano, ci troviamo davanti agli occhi la fronte del Ventina in tutta la sua imponenza. Dal rifugio Porro avremo impiegato circa un'ora e mezza. Al ritorno, ridisceso il gradino, superiamo il torrente su di un ponticello, per completare sul versante occidentale della valle il percorso del sentiero glaciologico. In un'ora circa siamo di ritorno all'Alpe Ventina, da cui scendiamo a valle con la carrareccia utilizzata al mattino (h0.45).