У нас вы можете посмотреть бесплатно ANAGNI - La città dei Papi - Full HD или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
© CLAUDIO MORTINI - La città santa degli Ernici, fondata circa 3.000 anni or sono dalle popolazioni pelagiche provenienti dall'Asia Minore e dalla Grecia, è posta su uno sperone dei Monti Ernici a 424 metri di altitudine. Fu definita dallo storico tedesco Gregorovius "una delle più belle terrazze d'Europa". Anagni fu alla guida di una federazione di città, fra le quali Ferentino, Alatri, Veroli, che, in alleanza con le altre popolazioni limitrofe, i Volsci e gli Equi, tentò di arginare, senza riuscirci (306 a.C), l'espansionismo della nascente potenza di Roma. La sua felice posizione geografica determinò, nel corso dei secoli, la sua rinascita come centro culturale, religioso, politico. Cicerone, Marco Aurelio, Commodo, Caracalla, Lucio Settimio Severo, i grandi dell'antica Roma, la scelsero come loro residenza. Ad Anagni vennero emanate Bolle papali, vennero strette alleanze decisive per le sorti della potenza della Chiesa, vennero lanciate tremende scomuniche contro i potenti dell'epoca, come Federico Barbarossa. Il titolo "città dei Papi" le deriva dall'aver dato i natali a ben quattro pontefici: Innocenzo III°, Gregorio IX°, Alessandro IV°, Bonifacio VIII°. La Cattedrale di Anagni è uno dei più bei complessi architettonici medievali d'Italia; venne iniziata nel 1072 e portata a termine nel 1104, nello stile romanico-lombardo, ma con molti elementi in stile gotico antico e bizantino. L'interno è a tre navate, sorrette da otto pilastri e quattro colonne, e qui i maestri Cosmati ed il Vassalletto hanno lasciato i loro capolavori: il bellissimo pavimento del maestro Cosmati, la sedia episcopale, il candelabro tortile. A metà navata laterale si aprono due cancelli di ingresso alla Cripta, definita "la Cappella Sistina del Medio Evo" dove si può ammirare uno dei documenti pittorici più importanti fra quelli esistenti in Italia, risalente a ben 60 anni prima dei grandi cicli di affreschi del Giotto nelle Chiese di Assisi e di Padova. Le storie pittoriche rappresentate sulle pareti e sulle volte comprendono tutto lo scibile della filosofia e della cultura medievale. Il Palazzo di Bonifacio VIII°, vicinissimo alla Cattedrale, risale al secolo XI° ed è stato teatro di importanti avvenimenti: nel 1230 Gregorio IX° vi ospitò Federico II° di Svevia, re di Napoli e di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero, per suggellare la pace di San Germano che poneva fine all'aspra lotta tra il potere della Chiesa e quello dell'Impero; nel 1303 gli emissari del re di Francia Filippo il Bello, Guglielmo Nogaret e Sciarra Colonna, penetrarono nel palazzo dove risiedeva il Papa e in una delle sale avvenne il famoso affronto dello schiaffo al pontefice. Il Palazzo Comunale, costruito negli anni 1160-1163 su progetto dell'architetto Jacopo da Iseo, viene considerato un vero gioiello dell'arte civile medievale; venne realizzato con un'idea molto originale, con una ardita fuga di grandi arcate a tutto sesto sulle quali poggia la struttura della grande "sala della ragione", illuminata da una serie di finestre a bifora e trifora. Storia dello "Schiaffo" 7 settembre 1303 - Il re di Francia Filippo IV il Bello inviò i suoi emissari (Guglielmo di Nogaret e Giacomo Colonna) dal Papa, a capo di alcuni soldati, per intimargli di ritirare la bolla pontificia Super Petri Solio, che conteneva la scomunica per il re francese. Durante la notte, probabilmente con l'aiuto del Podestà dell'epoca, i soldati entrarono ad Anagni passando tranquillamente per una delle porte della città e la occuparono. Il pontefice fu rinchiuso nel palazzo di famiglia (oggi Palazzo Bonifacio VIII). Qui, Guglielmo di Nogaret e il Colonna cercarono di costringere il pontefice oltreché a ritirare la bolla, ad abdicare. L'episodio, sembra, fu risolto da una sollevazione popolare dei cittadini di Anagni che liberarono Bonifacio VIII. Il Papa venne portato in trionfo dalla folla degli anagnini, ma per l'entità dell'oltraggio si ammalò. Morì poco più di un mese dopo. Più correttamente l'episodio prende il nome di "oltraggio di Anagni" per il valore irriguardoso nei confronti della figura del pontefice. Nonostante la città, anche nelle cronache degli storici locali, ricordi l'evento come lo "schiaffo di Anagni", si pensa che, in realtà, l'atto materiale non sia mai avvenuto. Quindi si tende a pensare allo "schiaffo" più come ad uno "schiaffo morale".