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La casa del fascio di Predappio, struttura per molti anni rimasta in stato di abbandono, ritorna ad essere al centro delle notizie dopo la proposta da parte del sindaco Giorgio Frassineti, e il conseguente arrivo di fondi, di ristrutturarla. Da allora una serie di proposte (ma anche di polemiche), son emerse su come e cosa avrebbe dovuto riempire gli spazzi di questo edificio che rimane comunque legato ad un periodo storico con il quale l'Italia cerca ancora di fare i conti. La casa del Fascio fu infatti costruita tra il 1934 e il 1937, rappresenta uno dei più famosi esempi di architettura razionalista ed è caratterizzato da una torre littoria alta più di 40 metri. Dall'Anpi di Londra arriva, quindi, la proposta su come utilizzare una parte dello spazio: aprire un varco nella struttura per fare entrare “il sentiero della memoria e della lotta per la Liberazione". Il comune di Predappio vorrebbe, infatti, destinare l'edificio a Museo o Centro studi. “ L’idea che presentiamo è semplice, fattibile ed economica", spiega il professore Bernabei, scrittore originario di Dovadola, da tempo all'Anpi di Londra , "comporta solamente due modifiche. La prima sarebbe aprire la porta centrale ad un sentiero percorribile a piedi. La seconda prevede di sollevare l’architrave per formare la “L” maiuscola della Liberazione. Secondo Bernabei una parte dell’edificio potrebbe essere usata come Museo sui mezzi repressivi usati dal fascismo mentre la seconda metà potrebbe essere utilizzata come centro studi, biblioteca, spazio per mostre itineranti o anche come ritrovo sociale. Il progetto verrà inviato anche all’Anpi Nazionale e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.