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Stefano Massini racconta Putin: "È la storia di una zona d'ombra" Il drammaturgo porta il leader russo in televisione con "Io, Vladimir" Spettacolo (Milano). "La Russia è un luogo straordinario, cardine per la nostra cultura occidentale. Quello che accade in Russia è parte di tutti noi. È la ragione per cui questa storia mi ha sempre appassionato molto. È la storia di una zona d'ombra che ha avuto un collasso lunghissimo che va dalla caduta del muro di Berlino in poi, un percorso tragico, drammatico, fatto di lacrime, fame, sangue, morti. È una storia potente da raccontare", così Stefano Massini racconta il presidente della Federazione russa Vladimir Putin che porterà in televisione mercoledì prossimo sul canale Nove in prima serata con l'opera teatrale "Io, Vladimir". "C'è qualcosa di impressionante nel legame tra Trump e Putin: Make America Great Again è uno slogan identico a un progetto politico che è quello di Putin, ovvero restauriamo la Russia di un tempo. Putin non lo dice ma lo fa. La sua politica è Make Russia Great Again. Il potere quando diventa compiaciuto, arrogante, violento tende sempre a diventare affascinante: nel sinistro c'è sempre un richiamo. Forse perché lo temi, forse perché lo trovi in qualche modo una liberazione legittima, la parte istintiva di noi che impariamo a sedare con la ragione e la coscienza resta lì comunque. Queste figure invece ci appaiono autorizzate a dire e fare qualunque cosa, ci appaiono una personificazione della parte di noi che tendiamo a reprimere. Questo li rende pericolosamente affascinanti: non sta tanto nel mio modo di raccontare. Non so dove sia il fascino della mia narrazione e dove sia il fatto che chi mi ascolta trova liberatorio quel qualcosa che sta ascoltando", ha aggiunto Massini, "Il mondo del teatro si è sempre occupato di potere. L'ha fatto con Sofocle e Shakespeare. Forse la stranezza non è che noi ci occupiamo di raccontare queste storie, la stranezza sarebbe non raccontarle o disinteressarcene". (Roberto Smaldore/alanews) Trascrizione generata automaticamente Russia è un luogo straordinario luogo cardine per la nostra cultura occidentale e non solo è un diciamo una grande terra che sta di passaggio tra l'occidente è l'oriente una terra che storicamente ha avuto un ruolo fondamentale ci ha dato della letteratura stupenda quello che accadde in Russia è e parte di tutti noi la ragione per cui questa storia è una storia che mi ha sempre appassionato molto la storia di questa zona d'ombra che si è creata dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 Ma che invece ha avuto un collasso lunghissimo poi dell'ex Unione Sovietica fino alla fine diciamo della dell'Unione Sovietica stessa e insegui lezione di Vladimir Putin come presidente è un percorso tragico un percorso Grammatico un percorso fatto di fatto di lacrime di fame fatto di morti fatto di sangue un percorso assolutamente che dalle nostre parti alle nostre latitudini spesso non conosciamo non ricordiamo invece è una storia una storia potente da raccontare con il mezzo quest'uomo che dipendente dei servizi segreti ha prestato giuramento di difendere un sistema e conti difenderlo anche quando il sistema non esiste più continua a difendere Quella quella lotta contro il dissenso contro la libertà interpretata come qualcosa che che sia avvicinato Lia lo slogan make America Great again con cui Donald Trump ha vinto le sue lezioni che è totalmente del tutto identico a un diciamo a un progetto politico che quello che ha reso forte e tutt'ora rende fortissimo Vladimir Putin che quello ripristiniamo restauriamo o la Russia di un tempo quello dice make America Great again quest'altro potrebbe dire make roscia verità che non sarebbe la stessa identica Non lo dice ma lo fa in centro con gli occhi ci piaccia o non ci piaccia il potere quando diventa un potere quando diventa un potere con piaciuto quando diventa un potere arrogante quando diventa un potere violento tende sempre a diventare affascinante a diventare qualcosa di sinistro e nel sinistro c'è sempre in qualche modo un richiamo lo vai a cercare lo vai a guardare Forse perché lo temi Forse perché lo trovi in qualche modo una forma di liberazione addirittura legittima la parte istintiva di noi che è fatta distinto in qualche modo di preparazione a volte è che noi abbia imparato a sedare con la nostra ragione È una nostra coscienza ma che resta lì comunque ci basta arrabbiarci per dire delle cose impronunciabili di cui Magari poi ci sentiamo e che abbiamo affrontato le abbiamo detto che abbiamo dentro queste figure che invece ci appaiono così autorizzate a dire qualunque cosa a fare qualunque cosa ci appaiono in qualche modo come una personificazione di quella parte di noi che tendiamo invece a reprimere e questo li rende Paradossalmente affascinanti pericolosamente affascinanti che ci sia sempre questo rischio ma non sta tanto nel mio modo di r