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Sandro Ivo Bartoli plays Domenico Scarlatti's Sonata in B flat major K. 392. 00:10 Introduction 02:27 Sonata Sandro dice: Cari amici buongiorno, Agli albori di questo progetto stavo leggendo alcune Sonate di Domenico Scarlatti quando il mio occhio fu colpito da un passaggio molto strano: una nota, un Re, era ripetuto non meno di trentadue volte! Ora, nella musica moderna queste cose accadono assai spesso, ma nell'epoca barocca un passo del genere dev'essere stato rivoluzionario (a meno che, ovviamente, non si parli d'un suonatore d'orchestra il cui strumento rimpolpi l'armonia; da solisti, cose del genere non si vedeono spesso). Incuriosito, incominciai ad indagare. La prima cosa che scoprii fu che il passo in questione appartiene alla Sonata in Si bemolle maggiore di Domenico Scarlatti che presenteremo oggi. La seconda, e qui devo scoprire un altarino, è che il mio riferimento all'orchestra non è punto casuale: questa Sonata è molto “orchestrale”, sia per scopo e scrittura. Ad esempio, vi sono passi (specialmente alla mano sinistra), in cui dopo un salto d'ottava si ripete il basso due volte, e questa era una figura molto usata dai musicisti veneziani del Settecento. Ciò detto, però, questa Sonata non appartiene a nessuna “scuola nazionale”. Piuttosto, si tratta di un pezzo quasi operistico, molto brillante e pieno di indizi e ammiccamenti i quali, secondo me, indicano che qui Domenico desidera una lettura fantastica ed estrosa. Ad esempio, vi è un piccolo passaggio che si ripete tre volte: la prima con molta ornamentazione, la seconda con meno ornamenti, e la terza senza abbrallimenti di sorta; sono convinto che questo significhi un aumento d'intensità, forse anche di velocità, o di intento. Qua e là vi sono momenti di intenso lirismo, bellissimi, interpolati da passi focosi. Nell'insieme, questa Sonata è un meraviglioso pezzo di musica, ed è un grande privilegio, per me, potervelo presentare. Buon ascolto.