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“Indistinti confini - Ovidio e la METAMORFOSI” è un installazione di arte contemporanea attraverso la quale l’artista Luminița Țăranu interpreta, con il linguaggio della metamorfosi espressa nella tecnica del disegno, il capolavoro letterario del mondo classico latino “Metamorfosi”, opera del grande poeta romano Ovidio. L’installazione è stata esposta nell’omonima mostra personale all’Accademia di Romania in Roma, Sala Esposizioni, spazio ideale per l'argomento che trova radici storiche culturali comuni tra la Romania e l’Italia, ricordando che Publio Ovidio Nasone, nato a Sulmona nel 43 a.C., ha trascorso l’ultima parte della sua vita a Tomi, in Dacia, dove il grande poeta fu esiliato dall'Imperatore Ottaviano Augusto. Promossa dall’Accademia di Romania in Roma, dall’Istituto Culturale della Romania, dall’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, Malta e San Marino, dalla Società Dante Alighieri in Italia e dal Comitato di Bucarest della Società Dante Alighieri, la mostra si è svolta dal 26 novembre al 7 novembre 2025. Il video presenta, nel percorso del momento inaugurale della la mostra, il work in progress della creazione dei disegni, i protagonisti e i collaboratori partecipi all’evento, con accenno al viaggio in Sicilia sulle tracce della Magna Grecia e della Roma Antica che ha ispirato il Project. Testo critico nel catalogo e presentazione della mostra di Alessandro Masi, critico e storico dell’arte, Segretario Generale della Società Dante Alighieri in Italia. Testo istituzionale di Oana Boșca - Mălin, Vicedirettrice e coordinatrice del programma culturale dell’Accademia di Romania in Roma. Progetto di allestimento mostra e catalogo Arch. Pietro Bagli Pennacchiotti. Sponsor mostra e catalogo: Gruppo POUCHAIN. Sponsor tecnico per la carta: FABRIANO. Alessandro Masi: “L’artista romena Luminița Țăranu, che porta impresso il sigillo della sua terra nella natura delle sue opere, non è nuova a confronti impegnativi con la storia. (...) Non c’è dubbio, quindi, che la mutazione, la metamorfosi e il raddoppio spiraliforme sono argomenti affini alla sua natura o quantomeno oggetto di uno studio che dall’arte spesso straborda verso la speculazione estetica. È come se a Luminița Țăranu corresse l’obbligo di piegare il nostro sguardo dentro un’ogiva particolare. Parto da queste premesse nel mio testo critico della mostra di Luminița Țăranu che verrà inaugurata mercoledì 26 novembre, alle ore 18, presso l'Accademia di Romania a Roma, dal titolo “Indistinti confini - Ovidio e la METAMORFOSI”. Composta da grandi fogli verticali di carta Fabriano di dimensioni 1,50 x 3,30 m, l’installazione è ispirata alla struttura dell'opera di Ovidio in 15 Libri. Il centro dell’installazione è la Genesi, composto da tre disegni che riflettono sulle origini del mondo: la Cosmogonia con le materie che la compongono: la terra, l’aria, il fuoco e l’acqua. La prima Genesi - le età del mondo e la seconda Genesi, dopo il Diluvio universale, quando Zeus, impressionato dalla bellezza dei superstiti Deucalione e Pirra, decide di far rinascere l’uomo, animali fantastici, mostri nuovi. Altri disegni propongono la metamorfosi di Dafne ispirata al capolavoro di Bernini “Apollo e Dafne”, la metamorfosi reversibile di IO, trasformata in una mucca e salvata da Mercurio che sconfigge Argo Panopte cui 100 occhi Giunone cosparge sulla coda del pavone. Plutone e Proserpina, Ippolito e Atalanta trasformati in leoni, la metamorfosi del Cerbero, di Ascalabo in una tarantola. La storia di Febo (Apollo) e Fetonte, il figlio che ribalta il cocchio tirato dai quattro cavalli. Le mutazioni di Proteo, la metamorfosi di Pigmalione e Galatea e quella di Europa, la Doppia Spirale. Aracne, la nascita dei coralli e soprattutto il mito di Perseo e Andromeda, le mutazioni di Teti. La metamorfosi di Narciso, la trasformazione di Ecco. Infine i due disegni con le metamorfosi di Pan, Centauri, Ninfe e Satiri. L’artista è rimasta colpita dalla modernità di Ovidio, dalla sua libertà visionaria nel ricreare il mondo, coinvolgendo miti e storia, dalla forza di visualizzazione che ritroviamo più tardi a Dante Alighieri, nella Divina Commedia. Alessandro Masi scrive: “Il mito per Ovidio è quella fonte a cui Luminița Țăranu si è aggrappata per ricostruire un cammino fatto di parole e immagini, la cui bellezza ci viene anticipata dai tanti schizzi preparatori che l’artista ha eseguito e, che se non fosse per un eccesso di [mia] prodigalità, li metterei accanto a certi disegni botticelliani, tanto sono aggraziati e leggeri. Non sapevo che Luminița Țăranu fosse una disegnatrice tanto descrittiva, con il gusto anche della scrittura parallela, quasi avesse una lente indagatrice con cui affiancare il suo sguardo verso la realtà. E anche in questo caso, un eccesso di generosità mi farebbe parlare di qualche foglio di Codice leonardesco, ma tant’è.” Estratto dal catalogo “Indistinti confini - Ovidio e la METAMORFOSI”. www.luminitataranu.com