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Le sanzioni Dopo il peccato, l’uomo e la donna cercano di giustificarsi: negano la propria responsabilità e accusano gli altri, fino ad accusare implicitamente Dio. In questo atteggiamento c’è menzogna, ma anche una confessione di debolezza: il peccatore percepisce di aver scelto liberamente il male e, nello stesso tempo, di essersi lasciato ingannare. Dio interviene con quelle che chiamiamo “sanzioni”. Tuttavia, non si tratta di punizioni aggiunte dall’esterno: Dio sta semplicemente dichiarando le conseguenze del male già avvenuto. Le relazioni sono già spezzate: tra uomo e donna nasce il dominio, con la terra la fatica, con la vita il dolore, con Dio la paura. Il male porta in sé la propria punizione, come il mal di pancia è conseguenza dell’eccesso di cioccolata. Eppure, proprio dentro queste conseguenze, Dio introduce una promessa. Al serpente annuncia l’inimicizia e la futura vittoria: la stirpe della donna schiaccerà il capo del male. Alla donna il dolore del parto diventa luogo di verità e di salvezza: generando vita nella sofferenza, scopre di non essere Dio ma di aver bisogno di Lui. All’uomo la fatica del lavoro e, infine, la morte rivelano la sua creaturalità: “polvere tu sei”. La morte, conseguenza del peccato, può diventare occasione di umiltà e di affidamento. Così le sanzioni cambiano segno: non sono vendetta divina, ma rivelazione e medicina. Dio non cancella il passato – il frutto è stato mangiato – ma entra nella storia ferita per trasformarla dall’interno. L’uomo e la donna vengono cacciati dal giardino: la storia ormai è segnata dal peccato. Tuttavia la vita continua. La donna si chiama Eva, madre dei viventi. Dio li riveste con tuniche di pelle: segno che, dove è entrato il peccato, la grazia sovrabbonda. Anche l’esclusione dall’albero della vita non è pura condanna: impedisce che l’uomo, nel suo orgoglio, pretenda una vita eterna strappata. La vera vita sarà dono, non conquista. Le “sanzioni” rivelano dunque due verità: il peccato ha conseguenze reali e irreversibili; ma dentro queste conseguenze Dio opera salvezza. La storia cambia, ma non si interrompe l’amore di Dio.