У нас вы можете посмотреть бесплатно LA REGGIA DI CASERTA BY CAMPANIA SVELATA или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Se Versailles sussurra lo sfarzo francese, allora Caserta proclama a gran voce la magnificenza italiana. La Reggia di Caserta si erge come il gioiello dell’opulenza architettonica borbonica, rivendicando il titolo di più grande residenza reale al mondo per volume, e facendo sembrare Buckingham Palace una graziosa saletta per feste. Davanti alla sua imponente facciata rettangolare, che misura ben 247 metri per 184, si resta immediatamente colpiti dall’audacia delle dimensioni del progetto. Il palazzo vanta 1.200 stanze, 1.742 finestre, 34 scalinate e oltre 1.000 camini: cifre che fanno girare la testa anche al più navigato dei cronisti. Varcata la soglia, i visitatori si trovano subito di fronte alla monumentale scalinata in marmo, una spettacolare struttura a doppia rampa che sembra gridare “Guardatemi!”, prima di condurvi al Piano Reale, dove gli appartamenti del sovrano si susseguono in un vertiginoso trionfo di ori. I saloni tardo-barocchi si intrecciano infatti, l’uno nell’altro in una profusione di soffitti affrescati, lampadari di cristallo e una quantità di dorature tale da far arrossire lo stesso re Mida. Sopra il piano reale si trova un ulteriore livello di pari magnificenza, una deviazione dal tradizionale schema gerarchico che suggerisce come i Borbone non si accontentassero di imitare Versailles, ma volessero superarla in ogni dettaglio. Oltre quaranta sale monumentali sono interamente affrescate, quasi il doppio rispetto al modello francese, e ciascuna sembra competere con le altre per il titolo di spazio più ostentato d’Europa. Il palazzo si apre su giardini che, per molti versi, sono persino più impressionanti dell’edificio stesso: un asse prospettico lungo tre chilometri, punteggiato da fontane scenografiche, gruppi scultorei e un disegno paesaggistico di rigorosa precisione geometrica che si estende fino all’orizzonte. I giochi d’acqua abbondano, con la spettacolare Fontana di Diana e Atteone al centro di un complesso sistema idraulico che richiese addirittura un acquedotto dedicato per funzionare, perché nulla esprime il potere regale come piegare la natura alla propria volontà estetica. Oltre i formali giardini all’italiana si trova un giardino inglese, completo di rovine artificiali e piante esotiche: un’aggiunta di gran moda che consentiva agli aristocratici di sperimentare il “pittoresco” senza l’inconveniente delle vere rovine. L’UNESCO ha giustamente riconosciuto questo colossale complesso come Patrimonio dell’Umanità, definendolo il canto del cigno del Barocco; ma tale definizione fatica a rendere l’audacia e l’ambizione necessarie per concepire un simile monumento al potere sovrano. Il palazzo e il suo parco offrono una rara occasione di sperimentare la manifestazione fisica della monarchia assoluta: un luogo in cui l’architettura stessa diventa propaganda, dichiarando silenziosamente ma con forza il potere, la ricchezza e le aspirazioni culturali dei suoi creatori.