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Una cattedrale gremita di persone per l'ultimo saluto all'Arcivescovo, Vescovo emerito di Arezzo-Cortona e Sansepolcro Riccardo Fontana. Alla S.Messa in Duomo ad Arezzo, presieduta ieri dal Vescovo Andrea Migliavacca, cardinali, vescovi, presbiteri, autorità civili e militari, ma anche tanti fedeli per salutare colui che è stato la guida spirituale della diocesi aretina dal 2009 al 2022, prima ancora della diocesi di Spoleto e Norcia. “Voleva bene a tutti – ci racconta un fedele presente in cattedrale – era molto disponibile e sempre vicino ai poveri”. Sull'altare, insieme a quello del comune di Arezzo, anche il labaro del comune di Forte dei Marmi, città natale di Fontana. Arezzo era invece la sua “città adottiva”. Dopo il suo episcopato, Fontana aveva scelto di rimanere a vivere ad Arezzo. Alla cerimonia funebre presenti i familiari, la cognata e i due nipoti, con i figli. La liturgia si è aperta con un messaggio di cordoglio arrivato dalla Santa Sede a firma del segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin e successivamente della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italian ndr), presieduta dal Cardinale Matteo Maria Zuppi. Presente Gualtiero Bassetti, Arcivescovo emerito di Perugia e predecessore di Fontana alla guida della diocesi aretina. “Aveva un carattere forte, anche impulsivo, forse qualcuno più suscettibile può anche averlo disturbato – afferma il Cardinale Bassetti - però era un uomo estremamente retto e molto intelligente. I problemi li vedeva tutti. Un uomo generoso, che ha voluto bene ai preti e alla gente”. Assieme a lui anche il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo emerito di Firenze e il Cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali. “È un ricordo sfolgorante, direi, perché la personalità sua era incontenibile – ha detto il Cardinale Gugerotti - un uomo che si è speso fino in fondo per fare del bene, col cuore. Anche come diplomatico, quando lavorava in Vaticano, la sua disponibilità era travolgente e faceva bene a tutti”. Tra i vescovi anche Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto, la diocesi dove Fontana ha lasciato un segno tangile come ricordato anche nell'omelia dal Vescovo Migliavacca. “Un uomo dalla Chiesa, della Chiesa e per la Chiesa. Questo è l'Arcivescovo Riccardo Fontana, che tutti noi abbiamo conosciuto e apprezzato – ha detto il Vescovo - viene ordinato vescovo il 6 gennaio 1996 nella Basilica di San Pietro da San Giovanni Paolo II e inviato alla Chiesa di Spoleto Norcia, nella quale, ne ho avuto ampia testimonianza in questi giorni, la sua instancabile opera ha accompagnato la vita di tanti fedeli e dell'intera Chiesa diocesana, anche con la celebrazione del Sinodo. Egli ha lasciato in quella diocesi un ricordo che io stesso ho percepito ancora vivo e carico di gratitudine”. Poi il ricordo dell'episcopato nella diocesi aretina. “La predilezione e attenzione operativa per i poveri, i bisognosi. La vicinanza ai malati e agli emarginati. La cura e l'amicizia con i presbiteri – ha detto Migliavacca - oltre a questo, l'opera di cura del patrimonio artistico delle nostre Chiese, di cui il rifacimento del presbiterio di questa cattedrale ne è significativo esempio. La celebrazione del Sinodo Diocesano e poi l'accoglienza della visita di Papa Benedetto XVI, il 13 maggio 2012. Il suo lungo ministero ha ben caratterizzato il suo motto “non recuso laborem”, che sintetizza una vita che non si è mai sottratta al lavoro e al dono generoso e appassionato di sé”. Al termine della cerimonia, monsignor Fontana è stato sepolto, secondo le sue volontà, nel sepolcreto dei vescovi e dei canonici aretini, nella cappella della Madonna del Conforto.