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http://it.euronews.com/ Nel giorno in cui a Bruxelles, per la prima volta da mesi,non si parla ufficialmente della crisi greca, ad Atene è iniziato il conto a ritroso in attesa di ricevere dall'Unione Europea il versamento di 31.5 miliardi di euro senza i quali il paese rischia di morire di stenti. La concessione dei nuovi e vitali aiuti, necessità pero' di un altro giro di riforme strutturali chieste dai creditori internazionali. ''La troika sta giocando con il fuoco. E questo vale sia per la Grecia che per la zona euro''. Dice pacatamente ma fermamente Ilias Iliopulos, segretario generale del maggior sindacato dei pubblici dipendenti. " Ora è tempo di dire basta alle richieste di austerità che vengono ogni giorno dalla troika. Altro che solidarietà europea. Questi sono squali: e noi non finiremo in bocca loro" A guardare la manovra finaziaria per il prossimo anno non c'è niente da raschiare ancora: la crescita economica, se vale ancora chiamarla cosi', sprofonderà del 3.8% schiacciata da un debito di oltre il 179% e tagli alla spesa pubblica per poco meno di 8 miliardi di euro. Un dissanguamento che secondo i rappresentanti della troika necessità ancora di un altro salasso su 89 riforme strutturali, fra cui il nuovo sistema fiscale, la privatizzazione delle aziende a partecipazione statale, la liberalizzazione delle professioni, le modifiche ai contratti di lavoro nel settore privato, l'abolizione di Enti statali inutili. Senza i soldi dell'Europa e dell'FMI non sarà certamente un'impresa facile. Ma il tempo a disposizione del governo greco è purtroppo già scaduto da un pezzo. Si seguono: Su Youtube http://bit.ly/wV2enX Su Facebook : / euronews.fans Twitter: / euronewsit