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Indagato Salvatore Iacolino: si sarebbe adoperato per il boss di Favara, Carmelo Vetro, arrestato insieme ad un dirigente regionale. Il servizio di Angelo Ruoppolo. L’attuale direttore generale del Policlinico di Messina, Salvatore Iacolino, è indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno all’associazione mafiosa e corruzione aggravata dall’avere agevolato Cosa Nostra. Iacolino, originario di Favara, sfruttando la propria rete di relazioni frutto degli incarichi di vertice nella Sanità in Sicilia, si sarebbe adoperato a beneficio del boss di Favara, Carmelo Vetro, che è stato arrestato, imprenditore operante nel settore ambientale, già condannato per mafia a 9 anni di reclusione, e di suoi presunti accoliti, come l’imprenditore Giovanni Aveni, che è indagato. Iacolino avrebbe reso informazioni su procedure amministrative in corso, agevolando incontri di rilievo, come con il capo della Protezione civile, Salvo Cocina, e la vice presidente della Commissione antimafia, Bernadette Grasso. Avrebbe inoltre compiuto atti contrari ai propri doveri d’ufficio pressando sui vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina su procedimenti amministrativi indicati da Carmelo Vetro, omettendo di segnalare che fosse stato condannato per mafia, e consentendogli di ottenere lavori nel settore pubblico. Iacolino in cambio avrebbe ricevuto finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori. E’ stato arrestato, per le stesse contestazioni di reato di Iacolino, il dirigente regionale Giancarlo Teresi, in servizio all’assessorato Lavori pubblici, e che avrebbe ottenuto diverse tangenti da Vetro per assecondarne gli interessi privati. Coinvolti anche il fratello di Vetro, Salvatore, e Antonio Lombardo, dipendente e amministratore formale di una società di Carmelo Vetro.