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NON FERMARTI ADESSO!! Diventa davvero indipendente con altre importanti informazioni ↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓ Rimani aggiornato seguendoci su Instagram https://instagram.com/soluzionigreen?... Ecobonus 120% per rilanciare l’economia in crisi Tra le più drammatiche conseguenze dell’epidemia da Coronavirus ci sono senz’altro i devastanti effetti sull’economia, che si stanno già facendo sentire, sommandosi alla già critica situazione globale. Il virus, insomma, si è rivelato pericolosissimo non solo per la salute, ma anche per le attività economiche. Nel tentativo di porre rimedio, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, nell’intervista rilasciata al Sole24Ore lo scorso 28 aprile, ha annunciato l’avvio di una serie di misure di contrasto. Per quanto riguarda il settore edile, in particolare, il Ministro ha parlato di un ecobonus 120% (dopo aver annunciato in un primo momento una detrazione del 100%) per la riqualificazione energetica degli edifici. Ecobonus 120%: in cosa consiste? L’ecobonus, come è noto, presenta oggi differenti aliquote di detrazione: • 65%, l’aliquota più alta, per interventi come la riqualificazione energetica globale o l’installazione di pannelli solari termici • 50% per altri interventi, come ad esempio la sostituzione degli infissi • 70% o 75% per interventi in condominio. Questi incentivi fiscali, negli scorsi anni, hanno contribuito a tenere in piedi tutto il sistema del settore dell’edilizia, molto importante in Italia, ma in forte crisi già da anni. In base alla bozza del Documento di Economia e Finanza (DEF) passato al Senato e in via di conferma nei prossimi giorni), la detrazione dovrebbe salire al 120% per le spese sostenute dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2022. L’elevazione dell’aliquota fino alla possibilità di rientrare di una spesa superiore a quella sostenuta potrebbe quindi contribuire a incentivare ulteriormente i cittadini a effettuare questi lavori. I 3 interventi ammessi all’ecobonus 120% Leggendo la bozza del DEF si scopre che questa super-aliquota sarebbe riservata unicamente a 3 interventi: • isolamento termico dell’involucro edilizio (fino a 60 mila euro di spesa moltiplicati per il numero delle unità immobiliari del condominio) • sostituzione degli impianti termici con pompe di calore, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di micro-cogenerazione (fino a 30 mila euro di spesa moltiplicato per il numero di unità immobiliari); • sostituzione dei vecchi impianti a gasolio con altri più efficienti (fino a 10 mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari). Il primo elemento che emerge quindi è che pare l’incentivo sia riservato unicamente agli interventi condominiali. L’aspetto interessante è invece il fatto che, pur essendo limitato a 3 interventi, si estende anche ad altri se eseguiti contestualmente ad almeno uno di questi. Se ad esempio sostituisci il generatore di calore con una pompa di calore e contestualmente le finestre, potrai avere il bonus al 120% anche per queste, che normalmente sarebbero detraibili al 50%. Non solo ecobonus 120%, ma anche ritorno dello sconto in fattura Resta però un grosso problema da superare: la mancanza, da parte di molti contribuenti, di soldi da investire. Ed è proprio per superare questo scoglio che si è pensato, in parallelo, al rispristino dello sconto in fattura. Grande novità del 2019, lo sconto è poi stato abrogato dall’ultima Legge di Bilancio, con l’eccezione degli interventi in condominio di importo superiore ai 200.000 euro, risultando così fortemente ridimensionato. Si sta pensando quindi a una sua reintroduzione, che non sia però penalizzante per le piccole imprese che possono contare su una scarsa liquidità, motivo che aveva portato alla cancellazione. Per ovviare quindi alla possibile resistenza da parte di queste realtà imprenditoriali, il Ministro ha già annunciato l’introduzione di misure opportunamente calibrate per non incidere negativamente sulla loro liquidità. Se tutto andrà bene potrai quindi avere due scelte: • il 120% di detrazione spalmato in più anni • il 100% subito sotto forma di sconto dalla ditta che ha effettuato gli interventi. L’impresa a sua volta sarebbe rimborsata sotto forma di credito d’imposta del 120%, da utilizzare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Queste, ad oggi, sono le PAROLE. Vedremo in futuro se, nei FATTI, sarà una scelta giusta e sostenibile a livello economico. Vado dritto al sodo: Vuoi una consulenza per aiutarti a capire dove e come intervenire a livello energetico? Clicca QUI: https://goo.gl/VJd34w Vuoi rimanere aggiornato con contenuti extra ogni giorno? Seguimi su INSTAGRAM: / soluzionigr. . Se hai dubbi o domande usa i commenti. Altrimenti prenditi un paio di minuti e leggi altre informazioni di approfondimento in correlazione al video nell'articolo seguente: