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Questa Onda pazza è la penultima trasmissione di Peppino e si caratterizza per quattro elementi: 1) l’attacco al Pci e al suo capolista, cui Peppino non riuscì mai a perdonare l’alleanza con la Dc e la corresponsabilità nel piano di devastazione del territorio operato in quegli anni; 2) l’attacco a don Tano Badalamenti, preso a simbolo dell’alleanza tra mafia, chiesa e Dc, in un tessuto sociale quasi interamente sotto il suo controllo. Si dice che uno dei suoi figli sia stato battezzato da Bernardo Mattarella; 3) l’attacco a Totò “Cacamano”, personaggio di riguardo a Cinisi di cui Peppino diceva che gestiva un deposito di carburanti al porto di Palermo e forse anche a quello di Genova; 4) l’attacco a Pandolfo (allora esponente del Psdi), uno dei bersagli preferiti della satira di Peppino. Salvo Vitale. Voce di Salvo: C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese anche questo lontano, lontano, lontano, lontano... Voce di Faro: Mafiopoli. Un paese tranquillo dove c’erano tanti amici, amici, amici, tutti erano amici, amici di qua, amici di là, e allora in questo paese c’era un consiglio comunale che doveva uscire, uscire perché aveva fatto contenti tanti tanti amici ed era arrivato il momento che ci dovevano essere le elezioni in questo paese così tranquillo tranquillo, Mafiopoli. E così, cosa successe? Voce di Peppino: Erano le 23,56 del 29 marzo e il consiglio comunale prima di sciogliersi doveva convocarsi per discutere gli emendamenti al piano di fabbricazione dietro richiesta del decaduto vice sindaco o del decadente vice sindaco Franco Manesci ma il sindaco Geronimo Stefanini (fu inculato) Franco Manesci...Ma il sindaco (fu inculato) Franco Manesci ma il sindaco Geronimo Stefanini convocava il consiglio comunale decadente alle 24 e un minuto del 30 marzo (e fu inculato) Franco Manesci. F.: E sì, sì l’hanno fottuto per cinque minuti, per cinque minuti. P.: E sì, sì cinque minuti, solo cinque minuti e il consiglio comunale di Mafiopoli scadde, scadde, scadde. E fu così che non è stato più possibile discutere gli emendamenti al piano di fabbricazione e fu così che fu impossibile discutere del campo sportivo e fu così che fu impossibile trasportare il campo sportivo di Mafiopoli dal posto in cui attualmente si trova in un altro posto, un posto più tranquillo per dare la possibilità alla zietta di riprendersi il proprio terreno, ma la zietta di chi? (Di Stefanini?) No. (Di Manesci, di Franco Manesci. La zietta di Franco Manesci che aspetta da tanto tempo che gli ridiano un suo pezzo di terra). E fu così che a Mafiopoli...(se lo incularono). E fu così che i mafiopolesi furono costretti a vedere le partite di pallone disturbate dal rumore assordante degli aerei Dc9, Dc10, Zeta11, DC (di tutti quei corpi estranei alla partita). F.: E venne il giorno che furono presentate le liste elettorali per il nuovo consiglio comunale, perché quello che c’era prima doveva uscire. Così si sono presentati. Chi si è presentato? P.: Si sono mobilitati gli amici, gli amici, gli amici degli amici e gli amici degli amici degli amici, gli amici degli amici degli amici degli amici e poi ancora gli amici degli amici degli amici degli amici degli amici degli amici. F.: Amici, amici. P.: E fu così che furono presentate le liste elettorali. Il primo posto venne conquistato dalla lista della sinistra avanzata (rivoluzionaria). No, sinistra avanzata (reazionaria). No, Sinistra avanzata ma non troppo. Anzi poco. Pci, lista capeggiata dal vice sindaco uscente decadente Franco Manesci, quello che era stato già inculato precedentemente. F.: La seconda lista è stata quella dei fascisti che sono sempre presenti e mai assenti. P.: Capeggiata dal consigliere decadente geometra Duce Maltese, Duce Maltese, ducetto, dolcetto, ducese, allora sì, geometra Ducese. Al terzo posto fu presentata la lista repubblicana capeggiata da Totò Cacamano, Cacamano. Totò Cacamano, e poi chi abbiamo al quarto posto? F.: Allora, al quarto posto abbiamo quattro scalmanati, quattro ragazzini ambiziosi, orgogliosi che vogliono risolvere i problemi di tutti, ma che cosa debbono risolvere? P.: Quattro scalmanati che rompono le scatole, le palle, continuamente le palle. F.: Quel gruppo cattivo… P.: …che non si fanno i cazzi propri. Sarebbe stato meglio che rimanevano a casa, al loro posto, non immischiarsi e debbono continuamente occuparsi dei cazzi degli amici, degli amici, degli amici degli amici. Quattro scalmanati che non si fanno i cazzi propri. F.: Poi abbiamo, abbiamo… (continua nei commenti)