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Fratelli e sorelle, lo sguardo fisso sul mistero della nostra redenzione, lasciamoci conquistare ancora una volta da quell'amore folgorante che si è donato completamente. Il Calvario è la nostra scuola di amore. Sulla Croce, Gesù ha trasformato il legno dello scandalo e della maledizione nel trono della grazia e della benedizione eterna. Lì, il male è stato sconfitto con l'arma dell'amore obbediente. Quelle mani inchiodate sono le stesse che hanno creato le stelle e carezzato i malati. Si sono lasciate immobilizzare per afferrare te, nell'istante più buio, e non lasciarti mai più cadere nell'abisso. La sete che gridò dalla Croce non era solo fisica: era la sete ardente della sua anima di accogliere ogni peccatore, di attirare ogni cuore al suo Cuore trafitto. Ha sete di te, oggi. Non vedere solo il dolore nel suo volto sfigurato. Vedi la pace del Dio che compie la missione per cui è venuto: riconciliare il mondo a Sé. È la pace che Lui offre ora a te. Ogni singolo colpo di martello che fissò il suo corpo al legno fu un colpo che spezzò per sempre le catene della tua schiavitù al peccato e alla morte. Il silenzio del Calvario, rotto solo dalle sue parole di perdono e dono, è il silenzio più eloquente della storia. È Dio che, invece di pronunciare una condanna, assorbe in Sé tutta la violenza del mondo per disinnescarla. La sua Croce è l'altare su cui l'Agnello innocente fu immolato. E da quell'altare, ogni altare della Santa Messa trae la sua forza: lì quel sacrificio unico si rende presente per nutrire la tua anima. Quel "Tutto è compiuto" non è un lamento di resa, ma il grido trionfale dell'Amore che ha portato a termine l'opera. Nulla manca più alla tua salvezza. Hai solo da accoglierla. Quando la sofferenza ti schiaccia, non guardare altrove. Guarda Lui. Nelle sue piaghe, ogni tua ferita trova senso, compagnia e potere redentivo. Il suo fianco squarciato dalla lancia è la porta spalancata del suo Cuore. Da lì è uscito sangue e acqua, i sacramenti della Chiesa, perché tu potessi sempre attingere alla fonte della vita. Sulla Croce, Gesù si è fatto "peccato" per noi. Ha addosso l'oscurità di tutta l'umanità, per irradiare su di essa la luce invincibile della sua divinità. Si è fatto maledizione per trasformarti in benedizione. Maria, ai piedi della Croce, ti è data come Madre. In quell'ora, l'amore di Gesù morente ti ha donato la custodia più tenera e coraggiosa che potessi desiderare. Il ladrone pentito ricevette il paradiso non per i suoi meriti, ma per un atto di fiducia nell'Uomo morente accanto a lui. Anche il tuo ultimo istante può essere trasformato da un solo sguardo di fede al Crocifisso. La Croce è il faro che illumina il senso della vita umana: non l'autoaffermazione, ma il dono di sé. Lì impari che sei grande solo quando ami fino all'estremo. Quella morte apparentemente sconfitta è il seme gettato nella terra che, morendo, produce molto frutto. Il frutto sei tu, la comunità dei redenti. Non c'è angoscia, tradimento o abbandono che tu possa provare che non sia già stata vissuta e trasfigurata da Lui in quel Venerdì Santo. In Lui, la tua sofferenza non è mai sterile. La Croce inchioda tutte le nostre orgogliose pretese di autosufficienza. Ci dice che la vera forza non sta nel dominare, ma nell'accogliere l'amore che salva. La sua obbedienza fino alla morte ha raddrizzato la disobbedienza del primo Adamo. In Cristo, la tua vita può finalmente essere un "sì" filiale e liberante al Padre. La tenebra che avvolse la terra alle tre del pomeriggio è il segno che tutta la creazione partecipava al lutto per la morte del suo Creatore. Ma è dalle tenebre che sorge la luce pasquale. Infine, ricordate: il Crocifisso non è un oggetto di devozione passiva. È una domanda viva, rivolta a ciascuno: "Io ho dato la vita per te. Tu, cosa darai per me?". Il suo amore crocifisso ci interroga, ci scuote, ci redime. Da quell'amore nasce la nostra vera libertà. Portate nel mondo la forza dirompente di questa verità. Andate nella pace di Cristo, il Crocifisso Risorto. Amen.