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L'ospite di oggi è Pegah Moshir Pour, un'attivista impegnata nella divulgazione della tragica situazione in Iran, suo Paese di origine. Pegah nasce in Iran ma cresce in Italia e si definisce «di terza generazione» in quanto in lei convergono entrambe le culture: quella che ha ereditato e quella che ha vissuto. É molto attiva sui social, scrive per "La Repubblica" e ha pubblicato due libri per sensibilizzare i giovani su questo tema a lei molto caro. La chiacchierata inizia commentando la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina che ha visto sfilare gli atleti iraniani con porta bandiera donna. Ci spiega che il regime iraniano utilizza spesso i grandi palcoscenici per «ripulire la propria immagine» ma in realtà la situazione, soprattutto per gli atleti, è ben diversa. Gli atleti iraniani, come d'altronde tutto il resto della popolazione, sono costantemente minacciati dal regime che li uccide e tortura quotidianamente ma nonostante ciò Pegah ci dice che i giovani «non hanno paura ad affrontare la realtà che hanno sempre vissuto». L'attivista ci informa che il 23 febbraio 2026 si terrà a Ginevra il Consiglio dei Diritti Umani e l'Iran essendo uno Stato membro dell'ONU potrà partecipare al momento di dialogo. Da qui è nata una vera e propria polemica che richiede l'esclusione dell'Iran dal Consiglio a causa dei crimini e massacri di massa compiuti. La questione dell'utilizzo dei social è molto importante perché, nonostante l'ampio controllo da parte del regime, è l'unico mezzo a disposizione della popolazione per «far vedere» tramite immagini e testimonianze la reale situazione iraniana. L'attivista fa un appello a tutti noi: «non dimenticate le vittime, la popolazione oppressa e siate la loro voce» e ci chiede di abbracciare gli Iraniani in Italia, per sostenerli in questa dura lotta che dura da quasi mezzo secolo. Per approfondire il tema vi invitiamo a seguire Pegah su Instagram (@pegah_moshirpour) e a seguire l'hashtag #iranmassacre.