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souvenir... Giovanni Vetrano Palermo - 16 Aprile 2024 _______________________ https://push.fm/fl/souvenir-giovanni-... _______________________ GUIDA ALL’ASCOLTO: Anche una giornata che all’apparenza sembra una delle tante, può assumere un significato profondo grazie alla letteratura. Il 16 Aprile 2024 mi trovavo a Palermo per una visita scolastica. Passeggiando lungo Corso Vittorio Emanuele e in particolare soffermandomi sulla maestosa Cattedrale ho cominciato ad avvertire delle sensazioni difficili da spiegare a parole. I colori, i profumi, i suoni, tutto sembrava riportarmi indietro nel tempo, facendomi rivivere sfocati ricordi del passato. Nel frattempo, una melodia tanto dolce quanto malinconica nasceva nella mia mente. Sembrava che la musica aderisse perfettamente alle sensazioni che stavo provando. Mi piace definire questo brano come una sorta di “viaggio”. Lasciate che provi a far vivere questo viaggio anche a voi. Ascoltando il brano potete notare un inizio molto disteso per solo pianoforte, che descrive l’approdo iniziale di un ricordo, ancora poco chiaro, nella mente umana. A poco a poco iniziano ad entrare il glockenspiel e un quartetto d’archi che dal pizzicato (min. 00:53) passa all’utilizzo dell’arco (min. 01:24). Il ricordo inizia a farsi sempre più lucido e con esso anche la melodia, che diviene sempre più chiara fino a raggiungere l’apice dopo uno slancio dato dal glissando dell’arpa (min. 02:28). Terminata questa prima sezione del brano, inizia un dolce dialogo tra flauto traverso e oboe. L’ingresso degli archi (min. 03:53) porterà verso una spirale di malinconia, aperta da un glissando dell’arpa rinforzato dai timpani. Qui il brano, modulando in tonalità minore, vuole descrivere la malinconica nostalgia data dalla consapevolezza che ciò che si sta ricordando appartiene a un passato lontano che non esiste più. Un lungo crescendo riporta progressivamente verso la luce: ecco che (a min. 05:09) ritorna la melodia principale (in tonalità maggiore) che raggiunge il suo apice massimo grazie allo slancio dato da arpa, piatti e timpani e all’ingresso dell’intero organico strumentale. Lentamente le mie sensazioni iniziano a farsi più scialbe (min. 05:45), fino a svanire completamente. Dopo questo viaggio all’interno delle varie sezioni del brano, è finalmente arrivato il momento di spiegarvi il significato del titolo che ho scelto e il suo legame con la letteratura. Per “souvenir” non si intende il “ricordino” che si porta ad amici e parenti dopo aver viaggiato. Questo insieme di percezioni sensoriali, capaci di sbloccarmi un ricordo del passato, mi hanno ricordato l’episodio della “petite madeleine” narrato da Marcel Proust nella sua unica ma meravigliosa opera “à la recherche du temps perdu”, tra l’altro definita “œuvre cathédrale” (in un casuale riferimento alla copertina del brano, con la Cattedrale di Palermo, luogo in cui è nato il brano) per la sua maestosa complessità e monumentalità. “Et tout d'un coup le souvenir m'est apparu” scriveva Proust per raccontare come, dopo aver nuovamente assaggiato dopo tanti anni una madeleine, una percezione sensoriale apparentemente banale come il gusto è riuscita a riportalo al passato facendogli ricordare quando, da bambino, la zia Léonie gli offriva delle madeleine. Sono sicuro che, magari inconsapevolmente, anche voi avete vissuto almeno una volta nella vita un episodio simile. Vi lascio quindi all’ascolto del brano invitandovi a riflettere su quali sono le percezioni sensoriali che riescono a stimolare la vostra “memoria involontaria”, così come la definiva Proust, nella speranza di non avervi annoiato. Buon ascolto e buona riflessione…