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NANDA VIGO quando il demone dell'arte prende le forme dell'architettura incontro di finissage della mostra l'incontro si svolge in presenza e diretta streaming Una collaborazione con FYINpaper (Daily Geoculture Review) con presentazione della connessa pubblicazione curata da Carmelo Strano segue brindisi LA MOSTRA: Materiali illustrativi dell'impegno di Nanda Vigo nell'architettura, una progettualità che, a causa delle dinamiche del mercato dell'arte - comprese le incidenze indirette del legame sentimentale con Piero Manzoni - è stata spesso considerata un "second best". Eppure, non è per caso che "la Nanda", figura outsider anche nella vita quotidiana (e non solo per l'anticipazione della minigonna), va a studiare architettura all'Institut Polytechnique di Losanna, per poi partire per gli Stati Uniti. Oltreoceano, incontra Frank Lloyd Wright verso il quale tuttavia non mancherà di esprimere talune sue riserve. Ma resta il fatto che la sua architettura, alla base, è - secondo il critico - una fusione tra l'organicismo umido e teso dell'americano, l'emotivo razionalismo di Giò Ponti, e la luce di Terragni fusa nel terreno della spazialità di Fontana. Ma questo, come dice Strano (L'Arca International 142, 2018), "in una "interconnessione o fusione tra la lingua dell'architettura, quella dell'arte e quella design". Insomma, artisticità, arte - sì - sempre, ma nel rispetto delle specifiche modalità progettuali di ciascuna disciplina. Architettura tout court, anche se tu l'ammiri - et pour cause - come opera d'arte. E Giò Ponti, a proposito di un'opera a doppia firma, si rese subito conto che era opportuno lasciarla fare, per piena fiducia nella progettualità di lei, ma anche per rispetto della sua espressività. A partire dal 1980 con Strano sono stati compagni di strada, dapprima con la cura di una mostra personale e poi via via con rassegne d'arte, di design e convegni ad opera di lui, e lei, a sua volta, scrivendo di Strano o realizzando speciali allestimenti per rassegne da lui curate. Per questo in mostra si espone un suo lavoro speciale "Les Marges", un "affresco" a collage di amici (con lei, Breton, Manzoni, Restany, ecc.) che realizzò nell'occasione di un omaggio a Guillaume Apollinaire curato da Strano per il centenario della nascita del poeta. Last but not least, la recente autobiografia di Nanda Vigo frutto di circa tre anni di costante lavoro assieme nel caldo clima della sua casa-studio, tra scambi di idee, ricognizioni storiche, integrazioni e rielaborazioni degli appunti biografici che l'artista aveva preso nel tempo. Un incessante fertile confronto, con anche arricchimento reciproco. E oggi Strano, da sempre occupandosi anche di design e di architettura, ha inteso mettere attenzione diretta e circostanziata a questa specifica progettualità della "Nanda". NANDA VIGO (1936-2020), figura fuori da ogni schema sia in arte che come visione della vita. Denso, lungo ed effervescente curriculum di alto profilo, destinataria di importanti premi internazionali, protagonista e in qualche caso promotrice di fenomeni da lei attraversati. Una vita intensa e avventurosa (da "archeologa spaziale", come ripeteva a Strano, sicchè risulta avvincente e ricco di sorprese il racconto della sua vita: "Nanda Vigo, Giovani e rivoluzionari/ un'autobiografia dentro l'arte degli anni Sessanta", a cura di Carmelo Strano, Mimesis, Milano, 2019. 🎙️ Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard e ottieni uno sconto di $10! 😍 https://streamyard.com/pal/d/55534820...