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Nel webinar viene presentato in modo sistematico il nuovo Iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), che sostituisce il precedente schema dei crediti d’imposta 4.0 e 5.0 pur mantenendo l’obiettivo di sostenere gli investimenti innovativi delle imprese. Viene spiegato che non si tratta più di un credito da compensare in F24, ma di una maggiorazione fiscale del costo ammortizzabile: il bene acquistato viene “gonfiato” fiscalmente (dal +50% al +180% a seconda degli importi investiti), generando una deduzione extra dal reddito imponibile IRES/IRPEF lungo la vita utile del bene, con conseguente risparmio d’imposta nel tempo. Si chiarisce chi può accedere alla misura: tutti i titolari di reddito d’impresa in regola con sicurezza sul lavoro e versamenti contributivi, mentre sono esclusi soggetti in liquidazione, in procedure concorsuali o colpiti da sanzioni interdittive. Viene dedicato spazio ai beni agevolabili, con focus sui beni materiali e immateriali 4.0 interconnessi al sistema aziendale (allegati 4 e 5), fra cui rientrano gli impianti tecnologici che garantiscono le condizioni ambientali e operative dei processi produttivi, e i beni destinati all’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile per autoconsumo, inclusi gli impianti fotovoltaici con requisiti tecnici specifici (moduli e celle prodotti in UE e con determinate efficienze minime). Centrale il ruolo della interconnessione e della valutazione tecnica affidata al perito. Vengono poi definiti il periodo di validità della misura (investimenti dal 1/1/2026 al 30/9/2028) e le tre fasce di investimento con relative maggiorazioni: fino a 2,5 milioni di euro (+180%), da 2,5 a 10 milioni (+100%), da 10 a 20 milioni (+50%). Attraverso esempi numerici si mostra in pratica come la maggiorazione del costo agisca come deduzione extracontabile e come il beneficio si distribuisca lungo gli anni di ammortamento. Si affronta anche il tema delle imprese in perdita, chiarendo che l’iperammortamento genera maggior perdita fiscale riportabile a nuovo, allungando il periodo di recupero del beneficio, e si confronta questo meccanismo con quello dei crediti d’imposta. Una parte importante è dedicata alla cumulabilità con altre agevolazioni, in particolare con il Conto Termico 3.0: il contributo in conto capitale riduce la base di costo su cui calcolare l’iperammortamento, ma le due misure possono coesistere nel rispetto dei limiti di cumulo (benefici complessivi non superiori al costo del bene). Vengono illustrati anche i principali adempimenti documentali e procedurali previsti dalle bozze di decreto attuativo: perizia giurata o dichiarazione sostitutiva (sotto una certa soglia), certificazione contabile e comunicazioni al MIMIT tramite piattaforma GSE (comunicazione preventiva, di conferma e di completamento). Nella parte finale, attraverso le domande dei partecipanti, si approfondiscono casi specifici: trattamento delle imprese agricole a seconda che producano reddito d’impresa o meno, la questione degli impianti destinati a noleggio, il tema dell’ammissibilità di impianti che servono uffici rispetto alle sole aree produttive, le condizioni per l’accesso degli studi tecnici in forma societaria e gli aspetti pratici legati alla perizia di interconnessione per impianti HVAC e fotovoltaici.