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A giugno l’Ammiraglio Enrico Credendino ha confermato al Corriere della Sera che tra le opzioni allo studio per la Marina c’è una portaerei a propulsione nucleare, parte della pianificazione strategica al 2040. L’obiettivo è rispondere a scenari sempre più complessi, con nuove minacce, maggiore richiesta energetica e impiego crescente di droni e armi ad alta energia. Il progetto si inserisce nel contesto della nascita di Nuclitalia di cui Rid parlava già in maggio , una nuova società fondata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo per sviluppare tecnologie nucleari avanzate, e del programma Minerva, avviato dal Ministero della Difesa per valutare l’uso dell’energia nucleare a bordo di navi militari. Al centro ci sono i cosiddetti SMR, piccoli reattori modulari raffreddati ad acqua, studiati da Fincantieri per l’impiego navale. L’obiettivo è dotare l’Italia di una piattaforma navale con autonomia energetica prolungata, capace di alimentare sistemi come catapulte elettromagnetiche, armi laser e radar ad alta potenza, garantendo un’operatività estesa in aree lontane come l’Indo-Pacifico o l’Artico. Fincantieri sta analizzando l’integrazione di reattori da 30 megawatt termici, compatibili con le infrastrutture civili. La prima fase del programma prevede un confronto tra navi tradizionali e nucleari in termini di prestazioni operative. Credendino ha indicato che i primi studi sono focalizzati su sottomarini e cacciatorpediniere, ma l’ipotesi portaerei resta sul tavolo per il futuro. La scelta della propulsione nucleare offrirebbe un’autonomia teorica di decenni, ridurrebbe la dipendenza logistica, libererebbe spazio interno per carburante avio e munizionamento, migliorando l’efficienza operativa complessiva. Attualmente l’Italia dispone della portaerei Cavour e della LHD Trieste. Una futura portaerei nucleare permetterebbe di incrementare la rapidità d’intervento e la capacità di permanenza in area in scenari critici. Rafforzerebbe inoltre il ruolo italiano nei gruppi navali NATO e nelle operazioni congiunte a lungo raggio, offrendo maggiore flessibilità strategica e minore dipendenza dai combustibili fossili.