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REGGIO CALABRIA. Ingenti quantitativi di droga viaggiavano lungo l’asse Calabria-Bogotà, attraverso containers in transito nel porto di Gioia Tauro o in aereo, in base ad accordi che vede la ‘ndrangheta partner privilegiata dei narcos colombiani. E’ quanto emerge dall’operazione “Buena Ventura”, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria ed eseguita martedì dalla Polizia che ha arrestato 18 persone (14 in carcere, 4 ai domiciliari) a vario titolo coinvolte nel traffico di stupefacenti. Gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria, con la collaborazione delle strutture investigative di Milano, Napoli, Bologna e Pescara, hanno eseguito le ordinanze i cui destinatari sono accusati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Oltre 500 pagine di informativa della Polizia di Stato, intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali raccolte in due anni di indagini, avrebbero dimostrato l’esistenza di un canale di approvvigionamento di cocaina fra la Calabria e la Colombia per un sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti. Secondo gli investigatori reggini, il cartello calabrese riconducibile alle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara pianificava e realizzava la compravendita di droga lungo l’asse Reggio Calabria-Bogotà, facendo arrivare la merce al porto di Gioia Tauro, attraverso apposite società operanti nel settore della importazione di prodotti ortofrutticoli, o in aereo, tramite corrieri adibiti al trasporto della droga in valigie fino ad uno scalo aereo del Centro-Nord Italia, con la complicità di un appartenente alle forze dell’ordine e a società di vigilanza privata nell’aeroporto. Le indagini, coordinate su scala internazionale dalla direzione centrale per i servizi antidroga e dal servizio centrale operativo, avrebbero svelato i flussi di rilevanti traffici di cocaina tra la Colombia e la Calabria, con il coinvolgimento di personaggi legati ai narcos del Sud America. Nel corso delle indagini, svolte, come è stato spiegato durante una conferenza stampa, in Italia, in Colombia, Perù, Repubblica Domenica e Spagna, sono stati impiegati investigatori esperti nel contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti che hanno permesso il sequestro in Italia e in Spagna di consistenti quantitativi di cocaina. I sequestri di sostanza stupefacente sono stati effettuati nel corso di operazioni antidroga condotte in provincia di Reggio Calabria e all’aeroporto Barajas di Madrid da parte delle forze di polizia locale e italiana ed hanno permesso di sventare l’importazione di oltre 35 chili di cocaina, organizzata fra la Colombia e la Calabria. La droga sarebbe dovuta arrivare in Italia nascosta in un container di frutta o pesce surgelato. Con questa finalità alcuni trafficanti calabresi avevano allestito nella Locride un esercizio commerciale per la rivendita di pesci surgelati provenienti dal Sudamericano. “Buena Ventura” è la naturale conseguenza di quattro indagini della Polizia di Stato contro il narcotraffico della ‘ndrangheta e le sue proiezioni internazionali. Nel 2014 la Polizia italiana e l’Fbi americana, dopo due anni di indagini, erano riusciti a disarticolare il “ponte” fra la Calabria e gli Stati Uniti realizzato da un sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro. I cartelli calabresi avevano pianificato e realizzato l’acquisto di una consistente di partita di cocaina che doveva giungere da New York al porto di Gioia Tauro. Nel 2015, in due distinte fasi, gli stessi investigatori della Polizia di Stato e agenti delle agenzie federali americane del Federal Bureau of Investigation (Fbi) e dell’Homeland Security, nel corso dell’operazione “Columbus” (maggio 2015), colpirono, in Calabria e a New York, un sodalizio criminoso con proiezioni transnazionali, dedito ai traffici internazionali di sostanze stupefacenti tra gli Stati Uniti d’America e la regione itaiana. Dopo appena 5 mesi (ottobre 2015) i poliziotti italiani con agenti costaricensi del O.I.J. (Organismo de investigacion Judicial) e squadre miste e congiunte della Polizia di Stato (Servizio Centrale Operativo – Squadra Mobile di Reggio Calabria), di Fbi, Homeland Security e Interpol, arrestarono i componenti di un sodalizio criminoso operante in Costarica nel traffico internazionale di droga in sinergia con alcune cosche operanti nella fascia ionica reggina. Le attività investigative consentirono di ricostruire l’organigramma del sodalizio, la struttura organizzativa, i legami transnazionali e le rotte del narco-traffico e di qualificare i rapporti fra esponenti della ‘ndrangheta e trafficanti attivi nel Centro-America, in contatto con narcos colombiani.