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Abbiamo chiesto a Clara Mattei, economista e docente alla New School for Social research di New York, di commentare le dichiarazioni di Mario Draghi. L’ex presidente del Consiglio ha detto che la recessione sta arrivando in Europa, “è quasi sicuro che avremo una recessione entro la fine dell’anno”. “Quelle cui stiamo assistendo sono un po’ lacrime di coccodrillo”, risponde Mattei. “Non è solo Draghi che ne parla, è da mesi che il Fondo monetario parla di una recessione. Il punto è capire perché questa recessione? La recessione _ afferma Mattei _ è fortemente influenzata dalle stesse manovre economiche che il signor Draghi e altri tecnici hanno sostenuto fino a questo momento. La deflazione monetaria, cioè l’intervento sui tassi d’interesse, ha come scopo quello di raffreddare l’economia, che significa proprio abbassare gli investimenti e abbassare la domanda. L’obiettivo dell’austerità monetaria è proprio quello di causare la recessione” Con la recessione ad avere la peggio saranno i lavoratori. “Le recessioni non necessariamente vogliono dire meno profitti, ma vogliono dire minori salari e meno occupazione”. “La recessione _ prosegue Mattei _ non farà che aumentare la disuguaglianza, aumenteranno i profitti dei pochi ma in molti perderanno. Il punto che Draghi mostra è che per il capitalismo la disoccupazione è un elemento fondamentale, perché ricalibra i rapporti di forza, tra lavoro e capitale”. Mattei critica la ricetta ufficiale che viene applicata “dagli economisti che sono nelle istituzioni, come Draghi e governi precedenti tra cui Monti e altri che in Italia si sono succeduti negli anni Novanta”. “Ci sono molti altri modelli economici”. Che cosa si potrebbe fare in alternativa a questa ricetta ufficiale per evitare la recessione? “Una strategia per ristabilizzare l’economia è tassare i superprofitti, tassare le eredità, diminuire le tasse sul consumo, aumentare la spesa sociale. Ci vuole una democratizzazione delle decisioni economiche”.