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Organista: Mauricio Pergelier Organo Di Pietro Nacchini 1743 Tastiere: 45 note con prima ottava scavezza Pedaliera: Aleggio di 17 note con prima ottava scavezza Registri: Principale 8' / Ottava 4' / Quinta décima 2' / Décima nona 1.1/3' / Vigésima seconda 1' / Vigésima Sesta 2/3' / Vigésima nona 1/2 ' / Voce umana 8' soprani / Flauto in XII 2.2/3' / Cornetta soprani / 16' al pedale, contrabbassi costantemente inseriti Restauro: Cav. Francesco Zanin, Codroipo, 2013 Jan Pieterszoon Sweelinck (1562-1621) 1. Toccata in G-M 2. "Erbarm dich mein, o Herre Gott" Intabulatura di Trento ca. 1500 3. Preambulum 4. O Clemens - O dulcis Maria 5. Te clamamus Manoscrito di Cocquiel ca. 1741 6. Salve Regina 7. Versus 8 vi Toni Pablo Bruna (1611-1679) 8. Tiento de falsas Le donne nella composizione musicale Gracia Baptista, Monja ca. 1571 9. Conditor Alme Caterina Assandra (1590-1618) 10. Ave verum corpus Elizabeth Roger's ca. 1556 11. One of the Symphonies 12. Mock Nightingale 13. Alemande Clavicordo Susanne van Soldt ca.1599 14. Almande de La Nonette 15. Salmo 50 16. Obra senza titulo 17. Salmo 80 18. Pavane de Vers Registrazione: Edith Pergelier, MP-E49, 2014 Asistente registri: Frederic Pergelier Fotografia: Mauricio Pergelier Se questa non é la primera registrazione da studio (a porte chiuse senza pubblico in chiesa)effettuata sull'organo Nacchini 1743 della Chiesa de San Rocco in Venezia, c'è da dire che senz'altronde molti anni non ce ne sono state. L'essecutore é Mauricio Pergelier, cileno residente a Klagenfurt e organiste tutélaire della chiesa di Viktring, che alla carriera concertistica su scala mondiale ha affiancato l'attività di ricercare storico che l'ha portato a occuparsi per esempio di inedito di Zipoli ritrovati in Sud America o delle compositrici di musica tastierista: ha già pubblicato un CD con musiche i Maria Antonia Palacio. In questa raccolta vediamo come le ricerca su rica sia stata per Pergelier il mezzo per raggiungere brani scelti secondo princípí estetici e con una attenzione particolare anche al piacere dell'ascolto; piacere dell'ascolto che può essere comunicato solo da un esecutore che come lui prova un'autentica gioia nel suonare. Inoltre si tratta di una incisione "onesta", altra particolarità che credo rara per un CD non inciso durante un concerto: ogni brano é stato registrato di getto dall'inizio alla fina senza tagli e incollature; poche le ripetizioni, alcuna della quali causante da rumori esterni. Questo significa che come sentite suonare Pergelier in disco, lo potrete sentire in concerto, a parte la qualità del suono della registrazione che qui é senz'altro migliore rispetto a un CD live, di solito vivacizzato da spostamenti di sedie e colpi di o sse. Mi riferisco alla tensione emotiva e comunicativa que perfettamente viva y che invece va irrimediabilmente perduta quando un brano in studio viene spezzettato e ripetuto quasi battuta per battuta nella ricerca dell registrazione senza errori. La scelta dei brani é particolare e credo che presenti molte e piacevoli novità per tutti, compresi coloro che hanno una buona familiarità con la musica d'organo. Dopo una prima parte dedicata a un repertorio più classico, che inizia con Sweelinck e passa per il Manoscrito di Cocquiel, la seconda parte del CD é tutta al femminile. La prima sorpresa é che siano effettivamente esistite in tutte le epoche delle compositrici, e non poche, poi perse nelle pieghe della storia. Solo la prima della nostra lista, Gracia Batista, era una monaca e quindi forse poteva avere qualche dovere istituzionale che la portava a scrivere musica. Le altre esistono e hanno una identità nella storia come intestatarie di raccolte manoscritte, cosa che le prova di un vero status di compositrici e induce a chi legge il dubbiose esse fossero le dedicatarie o le proprietarie del libro che porta il loro nome, senza averne scritto una nota. E se esse ne sono le compositrici si tratta di raccolte di non poca importanza: la raccolta di Elisabeth Roger's cade nel periodo che per Inghilterra era di piena Restaurazione e le composizioni si collocano tra quelle di Purcell, Blow e Locke. Il libro di Susanne van Soldt é la prima testimonianza della musica olandese per tastiere prima di Sweelinck: entrambe ci riportano al concetto per cui i cambiamenti in musica sono il sismografo della cultura. A dedicare tante attenzione alle musica tastierística delle compositrici é un uomo: anche questo e un bel cambiamento. LIVIA PANCINO, Musicóloga, Scuola Grande di San Rocco, Venezia