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Città svuotate a causa dell’aumento dei contagi, crescita dei lavoratori in smart working e per finire il rincaro delle bollette e la manca di sostegni adeguati.. il settore della ristorazione lancia un grido d’allarme per denunciare una situazione che rischia di mettere nuovamente in ginocchio l’intero comparto. Con una lettera al presiedente del consiglio, e alle istituzioni locali, i ristoratori milanesi hanno così deciso di far sentire la propria voce: “Ristoranti, ber, pub catering, stanno vivendo un lockdown a porte aperte - si legge nella missiva - niente di obbligato, niente di pianificato, ma a tutti gli effetti rimaniamo aperti con il deserto intorno e dopo quasi due anni”. dich Paolo Polli Ed oltre al danno causato dall’emergenza sanitaria per il settore si si aggiunge anche la beffa del rincaro delle bollette di energia e gas, il costo del lavoro invariato, le spese fisse in continuo aumento e l’imposizione fiscale che nel mese scorso ha costretto al rientro delle sospensioni dei lockdown precedenti, senza alcuna dilazione. Per far sopravvivere il settore, limitando il più possibile infiltrazioni malavitose i ristoratori suggeriscono così al governo azioni straordinarie e mirate.