Π£ Π½Π°Ρ Π²Ρ ΠΌΠΎΠΆΠ΅ΡΠ΅ ΠΏΠΎΡΠΌΠΎΡΡΠ΅ΡΡ Π±Π΅ΡΠΏΠ»Π°ΡΠ½ΠΎ Le fornaci etrusche a San Piero a Sieve ΠΈΠ»ΠΈ ΡΠΊΠ°ΡΠ°ΡΡ Π² ΠΌΠ°ΠΊΡΠΈΠΌΠ°Π»ΡΠ½ΠΎΠΌ Π΄ΠΎΡΡΡΠΏΠ½ΠΎΠΌ ΠΊΠ°ΡΠ΅ΡΡΠ²Π΅, Π²ΠΈΠ΄Π΅ΠΎ ΠΊΠΎΡΠΎΡΠΎΠ΅ Π±ΡΠ»ΠΎ Π·Π°Π³ΡΡΠΆΠ΅Π½ΠΎ Π½Π° ΡΡΡΠ±. ΠΠ»Ρ Π·Π°Π³ΡΡΠ·ΠΊΠΈ Π²ΡΠ±Π΅ΡΠΈΡΠ΅ Π²Π°ΡΠΈΠ°Π½Ρ ΠΈΠ· ΡΠΎΡΠΌΡ Π½ΠΈΠΆΠ΅:
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Il video curato dal Centro di Restauro negli scorsi anni Novanta e presentato dal dott. Mario Iozzo, prende in esame il rifacimento di una statua in bronzo, il cosiddetto Idolino di Pesaro. La statua, datata in etΓ augustea (27 a.C. - 14 d.C.), rappresenta un giovane stante, nudo, che reggeva nella mano sinistra un tralcio di vite, fatto che portΓ² a riconoscervi un'immagine di Dioniso. L'Idolino fu rinvenuto a Pesaro nel 1530 e nel 1630 venne inviato a Firenze in occasione della promessa di fidanzamento del granduca di Toscana Ferdinando II (1621-1670) con Vittoria della Rovere, e dal 1890 si trova nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Nel video gli operatori e i restauratori del Centro di Restauro della Soprintendenza sperimentano le successive fasi di fusione necessarie per la ricostruzione della statua bronzea. Partendo, quindi, da un modello in gesso prestato dall'Istituto d'Arte di Firenze, si osservano le varie fasi della tecnica a cera persa, dalla quadratura del modello, al calco con gomma siliconica ricoperto di gesso e poi riempito di cera, fino alla copertura della statua di cera con un calco di materiale refrattario e gesso liquido, nel quale, attraverso un'alberatura (canali di entrata e sfiato) viene colato il bronzo.