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IlSussidiario.tv ha intervistato il generale Vincenzo Giallongo, analista militare ed esperto di strategia internazionale, per fare il punto sulle prospettive negoziali tra Russia e Ucraina e sugli sviluppi militari delle prossime settimane. Il generale ha spiegato che le trattative dovrebbero riprendere il 17 e 18 febbraio in un formato trilaterale, presumibilmente tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Tuttavia, ha osservato che le posizioni di Mosca restano ferme: il Cremlino punterebbe al controllo del Donbass e a condizioni politiche sull'Ucraina postbellica, incluse garanzie sulla non adesione alla NATO. Secondo Giallongo, tali richieste rappresenterebbero per Vladimir Putin la soglia minima per poter dichiarare la guerra conclusa con un risultato accettabile davanti all'opinione pubblica russa. Il generale ha ipotizzato che un eventuale referendum in Ucraina potrebbe offrire a Volodymyr Zelensky una via d'uscita politica, trasferendo al popolo la responsabilità della scelta tra proseguire il conflitto o accettare le condizioni proposte. In assenza di un massiccio e continuativo flusso di armamenti occidentali, ha sottolineato, la Russia difficilmente arretrerà rispetto alle sue posizioni. Giallongo ha infine rimarcato che i 35 miliardi di aiuti promessi a Kiev rappresentano una cifra rilevante, ma da soli non basterebbero a modificare in modo strutturale gli equilibri senza una più forte coesione europea e tempi rapidi di attuazione. Le prossime settimane, ha concluso, saranno decisive per comprendere la direzione del conflitto. #GuerraUcraina #Russia #Zelensky #Putin #Negoziati #VincenzoGiallongo