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Piano, voce e ruscello in mezzo alla natura nei pressi del rio Gorzente. Una canzone in lingua ligure che mi emoziona sempre. Traduzione del testo sotto in descrizione. Testo, voce, mix e montaggio video: Mike fC aka Mike from Campo Riprese video: Antonello Ferroni Cosa combino sui SOCIAL Instagram ► / mikefc_zena Facebook ► / mikefromcampo Telegram ► https://t.me/mikefc Se i SOCIAL ti hanno rotto! (e/o vuoi una canzone in Free Download) NEWSLETTER ► https://www.mikefc.com/newsletter Mike su SPOTIFY ► https://spoti.fi/3rwnyyx Che te ne pare di questo progetto? Fammi sapere nei commenti ;) Come sempre... LIBERO SPAZIO ALLA CREATIVITÀ Per saperne di più: ► https://www.mikefc.com/ Il nuovo disco in lingua ligure, link con tutte le info su dove trovarlo: ► https://www.mikefc.com/music Canzone vincitrice del primo premio categoria solisti e del premio miglior testo al 17° Festival della Canzone in lingua ligure ad Albenga. TESTO IN ITALIANO "Giobatta" (Giovanni Battista) era partito, ma mica per una vacanza, "Catainin" (Caterina) lo aspetta seduta di sera in quella stanza, saranno sette mesi, anche di più, dall’ultimo abbraccio dato con “malinconia”. Le foglie sono già a terra, ora il sole si nasconde presto, l’inverno si avvicina, la stufa in cucina riscalda, fuori si forma la prima brina. Lei si mette in ginocchio a pregare, parla con Dio, le domanda di aiutare quell’uomo laggiù, lo fa con grande devozione. Si erano sposati tre anni fa nella chiesetta del suo paese, poi una guerra da combattere, chissà cosa farà in questo momento, chissà se tornerà o sarà un nome su un monumento. Rit. Quante storie passano come gocce nel torrente, quante persone andate di qui, altre tante ne verranno, ma ora ferma il tempo, almeno per un saluto, per raccontare un ricordo di quello che abbiamo vissuto. Lorenzo batte i denti, di notte sull’attenti, il freddo ghiaccia le ossa dopo un giorno di combattimenti, pochi fuochi accesi, si rischia per i bombardamenti, insieme a umbri e piemontesi. Ora sul Don ci sono solo russi e neve lui pensa alla sua valle d’estate e al gusto di quelle ciliege, che coglieva con sua madre, ora neanche un pezzo di carta per scriverle, per dirle che non è così dura anche se non è la verità, il freddo ai piedi lo fa faticare ancor di più, vuole rivedere i suoi cari, si tira su, che destino essere nati nel ventuno! Il fucile si inceppa, buchi nello stomaco, ora le fanfare non suonano più. “Stringi i denti ragazzo” ripete a sè stesso e pensa che la guerra non ha senso, forse un giorno lo capiremo tutti: l’esito è solo uno scempio. Rit. Gioanin (Giovannino), un ragazzino in gamba, nove anni ad aprile, nel mezzo della sua infanzia, le sue passioni: giocare con le biglie e la trottola, ascoltare suo padre che canta e il fratello che lo accompagna con la chitarra. Ora è l’uomo di casa, aiuta sua madre, cerca di non farla arrabbiare e chissà se ci sarà qualcosa per cena stasera, chissà quando finirà questa miseria. In città si trova poco e niente, chi può va al mercato nero e pensare che dicevano “C’è di tutto come a Genova”, ora grida la sirena, ma non viene dal mare. E quando cadono le bombe, silenzio spezzato da tuoni, anche questa notte passerà, ma è ancora lontana la luce del mattino. #piano #wild #recording #intothewild #singing