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Cesare Maldini (Trieste, 5 febbraio 1932 – Milano, 3 aprile 2016) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo difensore. Padre di Paolo e nonno di Daniel, da giocatore fu una bandiera del Milan, club con il quale disputò più di 400 incontri; a lungo capitano del club milanese, indossò la fascia anche in nazionale, con cui totalizzò 14 presenze e prese parte al campionato del mondo 1962. Da allenatore guidò sia l'Italia under 21, con la quale vinse tre campionati d'Europa consecutivi (1992, 1994, 1996), sia la nazionale maggiore, che condusse al campionato del mondo 1998; fu inoltre il vice di Enzo Bearzot in occasione del vittorioso campionato del mondo 1982. Nato nel rione triestino di Servola da genitori di origini slovene, Albino Maldini e Maria Voteb, il 26 giugno 1962 sposò Marialuisa (1935-2016); la coppia ebbe sei figli (dapprima tre femmine e poi tre maschi), tra cui Paolo, il quale seguirà con successo le orme paterne nel mondo del calcio. Sul finire degli anni 90, Maldini divenne noto alle nuove generazioni anche grazie all'imitazione che ne propose l'amico Teo Teocoli. Morì la notte tra il 2 e il 3 aprile 2016 nella sua casa di Milano, all'età di 84 anni; il giorno stesso, in suo ricordo, venne osservato un minuto di silenzio su tutti i campi della Serie A, mentre il Milan giocò con il lutto al braccio la trasferta di Bergamo contro l'Atalanta. È sepolto nel cimitero monumentale di Milano. Il 27 maggio seguente, un parco nei pressi dello stadio Giuseppe Meazza di Milano è stato intitolato congiuntamente alla memoria di Cesare Maldini e di Giacinto Facchetti. Nel settembre dello stesso anno, la municipalità milanese ha deciso che il suo nome venga iscritto nel Famedio del cimitero monumentale. Protagonista di una parabola che sarebbe stata replicata anni dopo dal figlio Paolo, Cesare Maldini salì alla ribalta come terzino, impiegato indifferentemente sia sulla fascia sinistra sia su quella destra, per poi andare a ricoprire stabilmente negli anni conclusivi il ruolo di libero: “e giocar da libero mi ha allungato la carriera». Calciatore che aveva nella duttilità uno dei suoi punti di forza, ben si disimpegnò quando schierato da centromediano in un sistema di gioco metodista, o ancora come stopper, in questo caso penultimo baluardo della squadra davanti al solo portiere. Considerato uno dei migliori difensori italiani della sua generazione,[16] fu descritto dai giornali dell'epoca come un atleta dall'ottimo fisico, abile di testa, con un buon tocco di palla – «la sua tecnica è sopraffina, preferisce il fioretto alla clava» seppur, per sua stessa ammissione, a volte «mi scappava la randellata» – nonché abile a leggere i tempi dell'azione: “io m'inserivo, dialogavo anche stretto, non avevo paura di passare la metà campo”. Personalità molto carismatica, fin dalla giovane età emerse come leader dello spogliatoio – Nereo Rocco soleva uscirsene con un «parlé col mio capitano» quando voleva chiudere una discussione –, tanto che tecnici e compagni di squadra fecero sovente affidamento a lui come allenatore in campo; fu esemplare quanto avvenne nella finale della Coppa dei Campioni 1962-1963, in cui a gara in corso si assunse la responsabilità di cambiare marcatore al fuoriclasse del Benfica, Eusébio, decisione che ribaltò le sorti della gara in favore dell'undici milanista. Tatticamente, allenando l'Italia, Maldini puntò sull'utilizzo della marcatura a uomo e del libero, anche se a volte provò la difesa a quattro in linea. In avanti era solito impiegare due punte tra loro complementari, affiancando a un centravanti di peso un partner tecnico e rapido; si affidava al «tridente» solo in rare occasioni. #tomba #grave #cimitero #burial #tombefamose #tomb #graveyard #cemetery #taphophile #rip #acmilan #acmilan1899 #milan #maldini #cesaremaldini