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Come da titolo, Formula 1 della casa editrice Centauria sostituta della vecchia Fabbri Editori, ma verosimilmente ancora legata nel modo di fare. Queste uscite di formula 1 a quanto ho potuto vedere e constatare, oltre ad essere generiche, cioè prive di ogni tematica, sono uscite casuali di varie epoche e varie case automobilistiche, quindi non rispetta tematica e tanto meno ordine di datazione dei modelli in vendita nelle edicole. In gergo si chiama "random", cioè uscite casuali, senza "se" e semza "ma", incentrate solamente a far spendere 17 euro ogni due settimane per un modello che a volte neppure sapete cosa possa essere, senza cronostoria e senza un minimo di successione, quindi, ogni modello che trovate in edicola la prossima volta è solo un rebus, oltre a non sapere neppure a che marchio automobilistico o corsaiolo appartiene e senza sapere a quale periodo storico andrete ad imbattervi. Sicuramente nei primi momenti sarete attratti da questa discrepanza ed ordine delle uscite, sicuramente sarà ogni volta una sorpresa, ma se siete attratti da un certo marchio ed a certi anni delle corse in pista, a breve termine lascierete la collezione, magari oggi vi capita la Ferrari di Shumaker e la prossima volta un altro pilota ed un altro marchio automobilistico e magari distante 20 anni dal precedente, quindi nettamente discostante sia come avventura automobilistica che di squadra corse. Sicuramente nel 90% dei casi neppure vi interessano certi marchi e certi piloti, oltre al fatto di interessarvi ancora meno certi periodi storici magari del 1960 o del 1950. Quindi, se il primo numero vi prende e suscita curiosità come uscita e come novità editoriale, acquistate pure, ma se credete che dal numero successivo la collezione pensate che possa risultare interessante, ho il sospetto che non sarà proprio così, ammesso che non vi pesi spendere 17 euro due volte al mese per avere sopra uno scaffale modellini che neppure vi hanno reso prtecipi nell' arco della vostra vita a certe corse e ceri avvenimenti. Personalmente, se proprio avessi dovuto fare una scelta editoriale, avrei optato per dare lustro alle corse automobilistiche di piloti italiani nell' arco di tutta l' evoluzione dei campionati di formula 1, o magari delle varie "Targa Florio", oppure nel "Circuito di Monza", n tutti questi tre casi almeno c' era una tematica seria, anche se disputata con auto di marca straniera. Ma realizzare uscite alla rinfusa con piloti generici, squadre corsa pescate a caso e marchi automobilistici un tanto al chilo solo per vendere 60 uscite a 17 euro l' una, sinceramente io non inizio nemmeno, tranne forse le prime tre uscite per il semplice fatto che la prima costa 5 euro, la seconda 10 e sperando che la terza sia una Ferrari a 17 euro, per il resto non vedo nessun motivo di privarmi di 1100 o piu euro per avere una collezione simile ad una accozzaglia generica. A questo punto è meglio farsi la Ferrari in medesima scala, oppure Alfa Romeo, almeno quelle un significato ce l' hanno per noi italiani