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https://www.smileconomy.it/in-pension... Tra le ipotesi di riforma pensionistica per il 2026 c'è quella che contempla l'uso del TFR lasciato in azienda (se sopra i 50 dipendenti) per poter superare le soglie previste dalla pensione anticipata contributiva. Una novità da abbinare all'estensione di questo requisito anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Ma chi potrebbe convenire? E in quali situazioni? A queste domande abbiamo cercato di rispondere con le nostre elaborazioni @smileconomy per il pezzo di Valentina Conte su Repubblica .it con i commenti di Andrea Carbone. Siamo ancora a livello di ipotesi, ma dalle simulazioni sembra emergere come in realtà chi ha dei redditi troppo bassi per poter accedere alla pensione anticipata contributiva (64 anni di età, con 20 di contribuzione, se si superano le soglie previste) abbia in realtà anche un TFR troppo basso per poter essere sufficiente a superare le soglie richieste. Dai 1.900 euro netti in su, tra contributi INPS e TFR si potrebbero superare le soglie necessarie, ma scendendo a 1.700 e 1.500 euro le risorse sarebbero insufficienti. L'equilibrio è dunque complesso: o si abbassano le soglie richieste, oppure i lavoratori e le lavoratrici interessate potrebbero essere in numero ridotto. Per approfondire il tutto, dopo il video di introduzione, ecco il link al pezzo di Repubblica .it (potrebbe richiedere la registrazione). Buona lettura!