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Debra Fast and Sandro Ivo Bartoli play Domenico Scarlatti's Sonata in d minor K. 90. 00:10 Introduction 02:26 Sonata Sandro dice: Cari amici buongiorno, Fra le Sonate per strumento melodico e basso continuo che Domenico ci ha lasciato, quella in re minore K. 90 che presenteremo oggi è senza dubbio, almeno nella mia opinione, la più ambiziosa. Il lavoro si apre nello stile di una grande Sonata da Chiesa con un magnifico arioso, che Domenico chiama “Grave”, ove la purezza delle linee è accentuata dall'immensa cura profusa dall'autore nella redazione del pezzo, scrivendone tutta l'ornamentazione per esteso. Incontriamo poi un robusto e virtuosistico “Allegro” nel quale non è difficile scorgere l'ascendenza del Concerto Grosso veneziano, ed a questo proposito la violinista Debra Fast, solista in questo episodio, mi dice che la scrittura di questo movimento è eminentemente violinistica. Al di là di ciò, si tratta di musica piena di invenzione e variazione, davvero entusiasmante. Con il prossimo movimento ci rendiamo conto che Domenico ci ha giocato uno dei suoi tiri birboni, e che non siamo per nulla in una Sonata da Chiesa. Se lo fossimo, a questo punto dovrebbe esserci un altro “Grave”, un movimento lento, ed invece Domenico scrive un brevissimo episodio nel tempo di dodici ottavi, forse una reminiscenza di tarantella che però, nella mia opinione, una tarantella non è. E poi, come ultima portata, ecco il colpo di genio! Anche se reca l'indicazione di “Allegro”, il movimento finale secondo me è un piccolo minuetto; musica di grande intensità emotiva, come se Domenico desiderasse farci riflettere su quello che abbiamo ascoltato sinora per poi salutarci con un gesto di grande dolcezza e umanità. Mi pare straordinario. Negli ultimi giorni Debra ed io siamo stati nella Chiesa di Sant'Alessandro, qui a Vecchiano, dove Don Renato Melani ci ha concesso di usare l'organo Pinchi in residenza, ed è certamente anche grazie alla sua gentilezza che Debra ed io abbiamo il privilegio di presentarvi questo capolavoro. Buon ascolto.