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🔴🟡 Novità dell'AS Roma Ciao ragazzi, ben ritrovati sul canale! Oggi vi parlo di una serata che è difficile anche solo da raccontare. L'Olimpico, la nostra casa, teatro di una delle serate più buie di questa stagione. Roma-Viktoria Plzen finisce con una sconfitta che brucia, che fa malissimo, ma non è solo il risultato a farci male. Sono le parole, i gesti, le immagini che ci portiamo dietro da questa partita. Paulo Dybala che esplode dopo il fischio finale con dichiarazioni durissime, Jan Ziolkowski sostituito dopo appena mezz'ora e la sua reazione glaciale verso Gasperini. Restate con me perché oggi analizziamo tutto quello che è successo, senza filtri, da romanisti veri. Partiamo dai fatti. Europa League, terza giornata della fase campionato. All'Olimpico arriva il Viktoria Plzen, una squadra che sulla carta non dovrebbe metterci in difficoltà, eppure ci infligge una lezione di calcio. Perdiamo in casa, davanti al nostro pubblico, contro una formazione che tutti, ma proprio tutti, davamo per spacciata. Il risultato non è solo una sconfitta tecnica, è una sconfitta d'orgoglio, di mentalità, di approccio. E quando finisce la partita, quando le telecamere si accendono per le interviste, ecco che Paulo Dybala non le manda a dire. Sky Sport raccoglie le dichiarazioni della Joya, e ragazzi, sono parole che pesano come macigni. Dybala parte subito con un'analisi spietata: oggi abbiamo creato meno rispetto alla partita contro l'Inter, ma il problema vero è come siamo entrati in campo. Due gol subiti che ci hanno tagliato le gambe, due gol che rendono tutto maledettamente difficile da recuperare. Ma la frase che tutti ricorderanno è un'altra, ed è una sentenza: "Siamo entrati mosci, questa è la verità". Mosci. Capite la gravità di questa parola? Il nostro numero ventuno, uno dei leader tecnici di questa squadra, ammette davanti alle telecamere che la Roma è entrata in campo senza quella cattiveria, senza quell'intensità che serve per vincere le partite. E non si ferma qui, Dybala. Continua dicendo una cosa ancora più dura: "Se non siamo cattivi, non vinceremo mai". È un grido d'allarme, ragazzi. È il capitano che alza la voce, che scuote lo spogliatoio, che dice basta con gli alibi. L'argentino spiega che la preparazione c'è, che durante la settimana si lavora, si vedono video, si analizzano gli avversari. Ma poi, quando scendi in campo, tutto questo non si vede. Le parole restano negli spogliatoi, la cattiveria non attraversa la linea bianca del campo. E questo è gravissimo, perché significa che c'è un problema di mentalità, un problema di atteggiamento che va oltre la tattica e la tecnica. Dybala lancia anche un altro messaggio importante: oggi in Europa non esistono partite facili. Tutte le squadre sono difficili, tutte corrono, tutte hanno giocatori di valore. Se sottovaluti l'avversario, se pensi di vincere senza sudare, ti svegli con due gol sul groppone e poi devi rincorrere contro squadre che non ti concedono nulla. Il Viktoria Plzen ci ha dato una lezione di fame, di determinazione, di voglia di vincere. Loro sì che sono entrati cattivi, loro sì che hanno approfittato dei nostri errori. Ma la serata dell'Olimpico ci regala anche un altro episodio destinato a far discutere. Mezz'ora di gioco, Roma sotto due a zero, e Gasperini decide di togliere Jan Ziolkowski. Una sostituzione che arriva prestissimo, troppo presto per un ragazzo di vent'anni che stava vivendo la sua occasione. Il motivo è tecnico: Ziolkowski non ha retto il confronto fisico con Adu nell'azione del primo gol del Viktoria Plzen. Una marcatura sbagliata che costa carissima e che porta il mister a una decisione drastica. Fuori il difensore polacco, dentro Stephan El Shaarawy. Ed è qui che succede qualcosa che raramente si vede in campo. Ziolkowski esce dal terreno di gioco e la sua reazione è tutto tranne che professionale. Le telecamere catturano tutto: un'occhiataccia lanciata verso Gasperini, una stretta di mano data controvoglia, quasi per obbligo, e poi la panchina dove il giovane si siede visibilmente contrariato. Cristante prova a rincuorarlo dandogli il cinque, il gesto di un compagno che cerca di tirare su il morale, ma evidentemente non basta. Ziolkowski comincia a borbottare qualcosa, la frustrazione esce fuori senza filtri. La situazione diventa così tesa che il team manager Todaro deve intervenire, avvicinarsi al ragazzo, probabilmente per calmarlo e fargli capire che certe reazioni non sono accettabili. Ora, è comprensibile la rabbia di un giovane che vede la sua partita finire dopo mezz'ora, è umano sentirsi umiliato da una sostituzione così precoce. Ma ragazzi, qui siamo nella Roma, e nella Roma si impara a gestire anche i momenti difficili con professionalità... #ASROMA #GIALLOROSSI #NOTIZIEMERCATOASROMA #NovitadellASRoma