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Documentario d'animazione scientifico ideato dalla Scuola di Specializzazione di Nefrologia dell'Università del Piemonte Orientale. Prof. Piero Stratta. Regia Dott.ssa Caterina Canavese. DESCRIZIONE Nel film di oggi terminiamo gli approfondimenti su OSMOLARITÀ e TONICITÀ chiedendoci se, dopo tutti i discorsi fatti a proposito della necessità di differenziare l’OSMOLARITÀ TOTALE dalla OSMOLARITÀ EFFICACE o TONICITÀ nel plasma , sia necessario fare la stessa distinzione anche nelle urine . E la risposta deve essere articolata in due punti fondamentali: 1) “NO”, non ha nessun senso cercare nelle urine una TONICITÀ con un significato analogo a quello che la parola ha nel sangue , e cioè come “Concentrazione dei soli soluti urinari capaci di esercitare attrazione osmotica trans-membrana nei confronti delle cellule che la pre-urina e l’urina incontrano prima di uscire dal corpo umano”. E questo perchè l’urina è un liquido corporeo molto particolare e diverso da tutti gli altri: per esempio, nelle urine l’oscillazione fisiologica nella concentrazione dei soluti supera valori di 1000 mosm per litro , mentre nei liquidi extracellulari le oscillazioni fisiologiche dei soluti non devono superare 10- 20 mosm per litro per evitare che le cellule con cui gli stessi liquidi entrano in contatto siano a rischio di subire danni. E dunque è naturale che i rapporti tra pre-urina e urina con le cellule contigue siano regolati da leggi molto più complesse dei semplici movimenti di osmosi e diffusione, a partire dalle cellule dei tubuli renali a tutto l’ UROEPITELIO, che dai calici fino alla vescica costituisce una robustissima barriera dalla struttura molto complessa e articolata. 2) E però “ SI”, il concetto di TONICITÀ è stato introdotto anche nelle urine, ma per indicare qualcosa che non ha niente a che vedere con il rapporto tra il “liquido urine” e “le cellule” con cui le urine vengono in contatto. Nelle urine , il termine TONICITA’ è stato introdotto per esprimere una “sorta di messaggio” delle urine che ci informa su “quello che il rene sta facendo per regolare la TONICITÀ PLASMATICA” . E questo passaggio è avvenuto dopo aver chiarito la differenza cruciale tra OSMOLARITA’ e TONICITA’ nel sangue : se nel plasma, a parità di OSMOLARITÀ TOTALE, la TONICITÀ può essere anche ben diversa, è chiaro che non basta ragionare sulla OSMOLARITA’ Urinaria per capire cosa stia veramente succedendo nella TONICITA’ del plasma. I progressi delle conoscenze ci hanno portato a capire che a darci queste informazioni è “la concentrazione del Sodio urinario”, o meglio “ la concentrazione del Sodio più Potassio” perchè il Sodio nel suo percorso intra-renale può scambiarsi con il Potassio. Ed Ecco allora dove è nata l’idea di definire questa “CONCENTRAZIONE DEGLI ELETTROLITI URINARI” con il termine di “TONICITÀ URINARIA” : è nata dal fatto che ci da informazioni sulla “TONICITÀ PLASMATICA”. In gergo tecnico,il passaggio è stato quello dalla CLEARANCE OSMOLARE e ACQUA LIBERA da OSMOLI alla CLEARANCE ELETTROLITICA e ACQUA LIBERA da ELETTROLITI . In pratica, per ragionare su come il rene condizioni la Sodiemia dobbiamo guardare il rapporto tra la concentrazione degli ELETTROLITI URINARI e quella del Sodio plasmatico.. Usando la nostra consueta metafora prossemica possiamo vedere che Le URINE sono ISOTONICHE rispetto al PLASMA se la bolla spaziale intorno al “Sodio + Potassio” urinario è uguale a quella del Sodio plasmatico, e quindi in questo caso il rene non sta facendo niente che modifichi la TONICITA plasmatica. Invece, le urine sono IPOTONICHE se la bolla spaziale che circonda gli Elettroliti urinari è più larga di quella che circonda il Sodio plasmatico , e quindi il rene perde acqua libera, mentre invece le urine sono IPERTONICHE e se la bolla spaziale intorno agli Elettroliti urinari è più stretta di quella intorno al Sodio plasmatico , e in questo caso il RENE TRATTIENE ACQUA LIBERA . A questo punto il film si conclude con la domanda su quando, nella pratica clinica quotidiana, ci sia utile andare a guardare questa Tonicità urinaria: e la risposta è SEMPRE se è presente una alterazione della sodiemia ( basta confrontare “sodiuria + potassiuria su un campione di urine spot” con la sodiemia ). E poi soprattutto ci serve di fronte a pazienti ipersodiemici non in grado di recepire lo stimolo della sete ( come per esempio in Rianimazione) quando in presenza di poliuria assoluta o relativa con concentrazione urinaria intorno a 500 si può toccare con mano il famoso Enigma della Poliuria osmotica. E cioè, nonostante l’OSMOLARITÀ urinaria sia ben maggiore di quella plasmatica, se la concentrazione degli Elettroliti urinari è inferiore a quella del Sodio plasmatico , il rene sta perdendo acqua libera e questo fa salire la sodiemia, ma noi non avremmo mai potuto capirlo se non avessimo ragionato sulla TONICITÀ Urinaria.