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Il servizio di Angelo Ruoppolo ( / 40129859538 ) Teleacras Agrigento del 28 febbraio 2014. La Direzione investigativa antimafia di Agrigento sequestra beni per 1 milione di euro a Vincenzo Di Piazza di Casteltermini. Dall' arresto di Fragapane all' inchiesta Kamarat. Ecco il testo : La latitanza dell' ex capo di Cosa nostra agrigentina, Salvatore Fragapane, si è conclusa nelle campagne di Casteltermini, il 25 maggio del 1995. Il boss di Santa Elisabetta fu arrestato nella masseria di lui, Vincenzo Di Piazza, 73 anni, presunto capomafia di Casteltermini. Fragapane fu tradito, forse, da una soffiata. Si sospettò di Antonino Di Caro, di Canicatti, invece innocente. Il 24 giugno del 95 Di Caro è sciolto nell' acido. Nella camera della morte vi sono anche Giovanni Riina, il figlio del Capo dei Capi, che strangola Di Caro ed è il suo primo omicidio. Poi Giovanni Brusca, che strappa dal polso della vittima un orologio di valore, un Ebel. Il 31 ottobre 2011, nell'ambito dell' operazione antimafia cosiddetta "Kamarat", i Carabinieri hanno ancora arrestato Vincenzo Di Piazza, bersaglio, tra l' altro, delle dichiarazioni del neo pentito Maurizio Carruba, già affiliato alla famiglia mafiosa di Campofranco. Poi, il 9 luglio 2012 si è costituito il figlio di Vincenzo, Giuseppe Di Piazza, 46 anni, anche lui inseguito dalle indagini "Kamarat". Il 20 ottobre 2012, a conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale di Palermo ha condannato per associazione mafiosa a 18 anni di carcere Vincenzo Di Piazza ed a 10 anni il figlio Giuseppe. Adesso è stata a lavoro la sezione di Agrigento della Direzione investigativa antimafia che ha sequestrato a Vincenzo Di Piazza beni per un valore di circa 1 milione di euro. Nel canestro del sequestro vi sono beni intestati ai tre figli : 26 fabbricati, 335 appezzamenti di terreno per seminativo o pascolo, un'azienda zootecnica, una ditta per la coltivazione di cereali e cinque conti correnti bancari.