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Lezione on line dell'arch. prof. Paolo Gioffreda, una rilettura della visita svolta col Centro Studi Arte Sacra il giovedì precedente. Paolo arch. prof. Gioffreda https://www.centrostudiartesacra.it/ Sull’omonima piazza di S.Gregorio sorge la bella chiesa di S.Gregorio Magno, un elegante esempio del Seicento romano, fondata nel 575 d.C. dallo stesso S. Gregorio, che trasformò la sua casa di famiglia, che qui sorgeva, in un monastero, inizialmente dedicato a S.Andrea e soltanto nell’XI secolo a S.Gregorio. La chiesa, ricostruita più volte nel corso del Medioevo e del Rinascimento, nel 1573 fu concessa da papa Gregorio XIII ai monaci Camaldolesi, che tuttora la officiano.Nel 1600, in occasione del Giubileo, furono restaurate la scalinata e la piazza antistante la chiesa: questa, così come la vediamo oggi, è il risultato degli interventi effettuati nel 1633 da G.B.Soria, quando il cardinale Scipione Borghese ne fece rifare la facciata e l’atrio.Da segnalare, in fondo alla navata laterale destra, la cappella di S. Gregorio e, accanto, un’altra piccola cappella, che potrebbe essere stata la cella del santo, in cui si trova il suo seggio episcopale in marmo, addirittura del I secolo a.C., quindi aveva già cinque secoli quando S. Gregorio Magno lo utilizzò. La strada chiamata Clivio di Scauro conserva l’antico nome originario, “Clivus Scauri“, con un percorso che ricalca perfettamente quello antico, come testimoniato da fonti medioevali a partire dall’VIII secolo, ma anche da un’iscrizione di età imperiale. L’apertura della strada va attribuita ad un membro della importantissima famiglia degli “Marcus Aemilii Scauri” (Marco Emilio Scauro, censore nel 109 a.C.). Caratteristici gli archi in laterizio che scavalcano la via, rifatti in età medioevale ma probabilmente già esistenti nei tempi antichi e che fino al Cinquecento erano sormontati da un secondo ordine. La Basilica dei Ss.Giovanni e Paolo sorge nell’omonima piazza sul pendio occidentale del Celio ed è dedicata ai due ufficiali romani Giovanni e Paolo, ferventi cristiani e vittime della persecuzione dell’imperatore Giuliano l’Apostata che nel 362 d.C. li fece uccidere e seppellire nella loro stessa casa. Nella prima metà del ‘700 un profondo restauro ad opera degli architetti Antonio Canevari ed Andrea Garagni modificò l’interno fino a far perdere ogni traccia dell’antico aspetto paleocristiano, ripristinato soltanto nel restauro avvenuto tra il 1950 ed il 1952 per volontà del cardinale Spellman, arcivescovo di New York, volto a ripristinare anche il convento, il campanile ed il portico, sopra il quale fu anche abbassata la galleria (l’altezza originaria è evidenziata dai due tronconi di muro posti alle estremità) per rendere meglio visibile la polifora paleocristiana a cinque archi con colonne antiche e capitelli corinzi. Sulla chiesa si erge anche una cupola fatta costruire dai Padri Passionisti nel 1857 secondo un progetto di Filippo Marinucci. La cupola poggia su un alto tamburo cilindrico, sul quale si aprono otto finestre rettangolari; sopra si eleva la calotta, ricoperta con lastre di ardesia e sovrastata da una lanterna finestrata. Per informazioni: info@centrostudiartesacra.it https://www.centrostudiartesacra.it/