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Funerale Domenico, vescovo di Nola: "Tragedia che ci ha spezzato il cuore" "Persino la lingua italiana non riesce a dare un nome a chi perde un figlio" Cronaca (Napoli). "Domenico è diventato figlio di tutti noi. I figli 'so' piezzi e core' e il nostro cuore si è spezzato in questa tragedia". Lo ha detto il vescovo di Nola, Francesco Marino, nel corso dell'omelia per i funerali del piccolo Domenico che si stanno celebrando nella cattedrale alla presenza della premier Giorgia Meloni. Dal vescovo parole di conforto alla mamma di Domenico, Patrizia, e alla mamma del piccolo donatore: "Persino la lingua italiana non riesce a dare un nome a chi perde un figlio". "Noi ci chiediamo il perché" ha proseguito monsignor Marino, "il male non si cura con altro male" anche se dovrà essere fatta chiarezza sulle responsabilità dell'accaduto. Il vescovo ha ribadito che "solo il Signore Gesù potrà consolarci". "Anche quando il cuore di Domenico si è fermato l'amore di Dio non si è fermato e ci sarà vicino anche nel pianto. E tu cara mamma Patrizia hai gridato in maniera composta il tuo dolore", ha aggiunto sottolineando che "Domenico in quella bara ci parla del calore della nostra terra che è capace di farsi prossimo e che il dolore deve essere condiviso perché non può essere portato da solo". Fonte: us comune Nola (NPK) (Redazione alanews) Trascrizione generata automaticamente il vostro bambino Domenico infatti in queste lunghe e atroci settimane è diventato un po' un figlio di tutti noi e se è vero che i figli So piezz e core e anche quello di ciascuno di noi come quello vostro di mamma e papà si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia la lingua italiana Infatti non ci non ci dà neanche un nome perché un figlio senza genitori e Orfano alla perdita del frutto del proprio grembo e così atroce che le parole stesse si tacciano come dei tabù scorrono davanti agli occhi in un dati di lacrime le immagine di questi mesi prima l'affannosa speranza del trapianto il desiderio di un'esistenza nuova la prospettiva di donare una vita bella Domenico poi tutto si è infranto come una mareggiata contro gli scogli del fallimento e la durezza fragile di quel cuoricino che non riuscendo mai a battere ci agghiacciati nel dolore Ci chiediamo perché primo dei responsabili con cui prendersela vorremmo che ti ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico Ma boh Ma proprio mentre ci assalgono i desideri cattivi ne sono certo finiamo per renderci finiamo per sentirci ancora più male più in colpa si fratelli e sorelle Perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza sappiamo bene che la sua sofferenza non si cura mai con il risentimento il male non si vince con un altro male il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta una cosa e riconoscere giustamente le responsabilità penali che di dovere che chi di dovere dovrà esaminare e sanzionare Altra cosa è presumere che la giustizia dei Tribunali ancor peggio il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno se non il Signore Gesù o consolare con il balsamo dello se non con il balsamo Spirito Santo dello spirito d'amore e quando quel cuore si è fermato l'amore di Dio non si è fermato siamo certi come abbiamo pregato con le parole del salmo 34 che signoria bici è vicino a chi ha il cuore spezzato oggi questa parola È vera in modo particolare voi genitori per la vostra famiglia è per tutti noi Dio che è padre è vicino nel pianto nella stanchezza nelle domande che ci credano dentro perché lui solo o come andarci non piangere proprio tu cara Anna Patrizia con tutte le tue forze ci stai gridando il tuo esemplare è composto dolore tutto questo Domenico ci parla del calore della nostra gente dell' empatia di un popolo che è capace ancora di farsi prossimo non sta voi genitori avete sperimentato da parte di tantissimi anche voi tutti i presenti tantissimi che non solo un fiore con un abbraccio un gesto di vicinanza hanno desiderato farli sentire meno soli abbiamo pregato con voi qui in cattedrale nella vostra parrocchia della stella in molte case e comunità Carissimi Antonio e Patrizia avete ricordato che il dolore ha bisogno di essere condiviso perché da soli non si può portare un peso così grande