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Noi siamo argilla e questa è una grande consapevolezza per noi. L'argilla ci parla del poco valore di tutto questo materiale. Quanto Geremia scende dal vasaio e vede che che il lavoro che stava facendo si era rotto, ci fa capire che dobbiamo riconoscere la nostra fragilità e questa nostra caratteristica deve essere per noi un motivo di riflessione e dobbiamo capire che proprio per questo abbiamo sempre bisogno del Signore. Ad Adamo ed Eva possiamo riconoscere la loro purezza la momento della creazione, ma quanto alla prova della loro purezza, ovvero la chiamata alla santificazione, vediamo che c'è stata una caduta da parte loro. Il Signore però ci ha resi Santi, anche nonostante i nostri errori e all'atto pratico ci ha resi forti davanti al peccato. Dio sa cosa sta facendo e per questo noi dobbiamo avere piena fiducia in Lui, Lui è il nostro vasaio, Lui è Colui che si prende cura della nostra anima. Cristo ha un intento per la vita di ciascuno di noi ed è quello di plasmare, di trasformare quell'argilla in un capolavoro, Dio vuole trasformare il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. Non dice forse la parola di Dio che la parola stessa è come un martello che spezza il sasso, e che è come un fuoco che consuma ogni cosa? La parola di Dio è potente, ed è proprio per mezzo di Essa che il Vasaio ha cominciato un'opera nella nostra vita, attraverso la Sua parola Egli ci sta lavorando. Noi non possiamo rimanere lontani dalle mani di Dio, non possiamo pensare di vivere senza quelle mani che lavorano la nostra vita, in pratica: Non possiamo stare lontani dalla parola di Dio, non solo come una conoscenza intellettiva e istruttiva, ma come una parola che viene assimilata dalla nostra vita e che è capace di produrre un cambiamento efficace e radicale in noi. Dobbiamo ringraziare Dio perché Egli non si stanca, non si amareggia e non si scoraggia davanti alle nostre fragilità, perché ogni volta Egli riprende in mano quella pasta e con pazienza continua a lavorarla.