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Iran, Romeo: "Italia non è in guerra" "Impegno difensivo e priorità a diplomazia e sicurezza energetica" Politica (Roma). "Il diritto internazionale negli ultimi tempi è stato abbondantemente stravolto, questo lo abbiamo visto e ne prendiamo atto. Ma facciamo parte di un'alleanza atlantica e abbiamo obblighi e accordi internazionali che dobbiamo rispettare". Lo ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, parlando con i cronisti davanti a Palazzo Madama. Romeo ha spiegato che l'impegno italiano, come indicato nella relazione presentata alla Camera e in arrivo al Senato, sarà "basato soprattutto su aiuti di carattere difensivo, quindi sistemi antimissile e antidrone per proteggere infrastrutture strategiche, oltre a un aiuto navale a Cipro insieme ai partner europei, non certo da soli". Quanto all'utilizzo delle basi americane in Italia, "non sembra ci sia stata una richiesta se non per un supporto logistico, addestramento e attività di questo tipo. Non c'è la volontà di un coinvolgimento diretto. L'Italia non è in guerra con nessuno". Il senatore ha sottolineato che, accanto agli obblighi internazionali, il governo deve "continuare sulla strada della diplomazia per arrivare a una de-escalation". Un'attenzione particolare va, secondo Romeo, allo Stretto di Hormuz, "da cui passano flussi energetici fondamentali. Un'interruzione avrebbe effetti pesanti su energia e materiali necessari alle nostre imprese". "Bisogna proteggere gli approvvigionamenti energetici e, se necessario, rafforzare la capacità produttiva in Italia e in Europa, anche valutando la sospensione di alcune regole ambientali che risultano penalizzanti per le nostre industrie", ha aggiunto, sottolineando che "l'aspetto economico non è assolutamente da sottovalutare". Sul fronte della sicurezza interna, dopo l'innalzamento dell'allerta annunciato dai ministri Piantedosi e Crosetto, Romeo ha osservato: "Sappiamo che possono esserci cellule dormienti, quindi l'attenzione deve essere massima. È giusto alzare il livello di sicurezza". Infine, replicando alle critiche sul presunto coinvolgimento italiano, ha ribadito: "Proteggere infrastrutture strategiche, come quelle da cui arriva il gas liquefatto che serve al nostro Paese, non significa entrare in guerra. Significa tutelare i nostri interessi. L'Italia può e deve giocare un ruolo di mediazione per evitare che il conflitto si allarghi ulteriormente, con conseguenze gravissime per la nostra economia e per i nostri cittadini". (Stefano Chianese/alanews) Trascrizione generata automaticamente fuori dal diritto internazionale voi siete d'accordo e penso che possibile è una somma al diritto internazionale direi che negli ultimi tempi è stato abbondantemente stravolto Questo l'abbiamo visto e e ne prendiamo atto e chiaramente facciamo parte di un Alleanza Atlantica e quindi abbiamo delle degli obblighi ovviamente degli accordi internazionali che dobbiamo rispettare motivo per cui sono stati chiesti Infatti capire nella relazione che è stata fatta la camera è che adesso Tra poco sarà fatta al Senato punto che il nostro impegno sarà basato soprattutto sugli utili carattere difensivo quindi antimissile di drone per proteggere alcune infrastrutture che sono anche strategiche piuttosto che l'aiuto navale a Cipro ma con i partner europei quindi non sicuramente da soli non sembra sia stato un utilizzo una richiesta utilizza le basi americane se non per un supporto di carattere logistico per addestramento e quant'altro so io penso che in questo momento nostro governo debba concentrare l'attenzione canto quelli che sono Ovviamente questi obblighi internazionali anche il fatto di continuare sulla strada della diplomazia per fare in modo che se arrivi veramente ad una deeskalation è che si cerca il resto di risolvere la questione Anche perché c'è suo ma sappiamo che dallo Stretto di hormuz passano Sus energetici importanti e indubbiamente questo rischio di essere un grosso problema che per alcuni materiali che servono anche per le nostre imprese per la nostra produzione che forse ho da questo punto di vista bisognerà cercare appunto di fare in modo di proteggerà anche gli approvvigionamenti energetici che sono fondamentali magari cercando anche di rafforzare un po' la nostra capacità produttiva in Italia e in Europa magari arrivando anche se necessario a sospendere alcune regole ambientali che sono particolarmente penalizzanti per i nostri per le nostre imprese per nostro Industrie Io penso che l'aspetto economico e non si è assolutamente da sottovalutare oggi mi sono detto di massima allerta per le difese aeree dove si sta arrivando Sto arrivando a una guerra che anche il territorio di sicuro l'aspetto legato a la sicurezza interna è fondamentale Insomma sappiamo che possono esserci cellule dormienti che di fronte a quello che sta accadendo possono colpire quindi indubbiamen