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Al centro del paese, su una rupe di roccia dolomitica che si erge alcune decine di metri sopra il letto del fiume Vrenda, sorge la "Rocca Dalla sommità dell'edificio, in posizione dominante sul resto del paese, con lo sguardo è possibile abbracciare gran parte della media Valle Sabbia. Elemento architettonico caratterizzante, l'edificio sorse tra il IX e il X secolo. Probabilmente in origine la "Rocca" era un semplice terrapieno protetto da palizzate che successivamente si trasformò in bastione o fortezza militare, destinato a dare rifugio ai sabbiensi contro le invasioni di passaggio così frequenti nel Medioevo.[4] Tra il XII ed il XIII secolo Sabbio Chiese e la Valle Sabbia sono teatro delle continue tensioni e scontri tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Il Vaglia riferisce che nel 1330 la Rocca venne occupata dai ghibellini di Mastino della Scala, signore di Verona, ma le vicende belliche la restituirono presto ai guelfi comandati da Tebaldo Graziotti di Vestone.[4] Successivamente, per tutto il 1400, Sabbio Chiese segue il destino dell'intera Valle ed assiste al conflitto ed alle lotte fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, ed è periodicamente oggetto di tentativi di saccheggio a causa dell'incessante passaggio dei diversi eserciti.[5] La repubblica di Venezia, che ormai controlla la Valle Sabbia, decide la riorganizzazione del sistema difensivo dei propri territori. Alla fine del XV secolo i veneziani decidono di privilegiare la ristrutturazione ed il rinforzo della Rocca d'Anfo, decretando pertanto la fine della funzione militare e politica delle altre fortezze della Valle, tra cui la "Rocca". Inizia così la trasformazione della Rocca in santuario dedicato alla Beata Vergine del Campanile (1527) mentre nel 1588, con bolla pontificia, l'edificio viene eletto ad oratorio non consacrato.[4] Anche se ha ormai terminato da secoli il suo compito di difesa ed è ormai trasformata in edificio di culto e di preghiera, ancora oggi è possibile identificare nell'architettura della Rocca alcune parti dell'originario bastione: ad esempio il massiccio portone d'accesso, con posto di guardia e feritoie, le imponenti colonne all'ingresso e parte della scalinata interna. All'attuale edificio si accede partendo dalla sottostante piazza Rocca. Si salgono i 107 scalini della scalinata e, attraversando alla sommità il massiccio portone militare, si accede al piccolo sagrato antistante la chiesa. All'inizio della scalinata da segnalare la cinquecentesca Chiesetta di San Pietro, in passato utilizzata come ospizio e poi scuola elementare. Nella roccia su cui sorge l'edificio sono stati scavati cunicoli sotterranei e prigioni. Successivamente nella prima metà del Cinquecento l'edificio fu risistemato e trasformato in oratorio. Dal sagrato posto in cima alla balza è possibile accedere alla chiesa oltrepassando il pesante portone che la cela.[6] La struttura dell'edificio è estremamente originale e si articola in due chiese sovrapposte, entrambe dedicate all'Annunciazione. Nella chiesa inferiore, di forma decisamente irregolare, si trovano due altari, uno laterale ed un altro centrale, arricchiti da sculture lignee policrome, opera della bottega dei Boscaì, antichi e celebri intagliatori valsabbini.[7] Sfortunatamente parte di questo patrimonio artistico venne gravemente danneggiato da un incendio scoppiato nel 1958. Nella cantoria in legno osserviamo tre immagini e fra queste la Maternità, che mostra sullo sfondo il paesaggio di Sabbio con la rocca. Dal fondo della navata e dal lato della sacrestia, attraverso due scale poste una a destra ed una a sinistra, è possibile salire fino alla parte superiore. Qui l'abside appare protetta da un cancello in ferro battuto che risale ai primi del Cinquecento. Nella nicchia da segnalare l'affresco della Vergine col Bambino, con ai lati quattro statue dei Profeti. Nel volto numerosi affreschi: Annunciazione, Visitazione, Incarnazione, Maternità, Morte di Maria. Alle pareti delle due navate riconosciamo ex voto cinquecenteschi ormai deteriorati, uno dei quali raffigura San Aio. Una porticina introduce al campanile, che verosimilmente nel passato fu torre di vedetta e venne eretto nel Cinquecento, quando già alloggiava un orologio. Il porticato esterno, settecentesco, è caratterizzato da colonne di marmo.