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Meloni: "Non siamo in guerra e non ci vogliamo entrare" "Nessuna richiesta per basi Usa, in caso decide il Parlamento" Politica (Roma). "Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Ha aggiunto: "È in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano". E riguardo al conseguente aumento dei prezzi dei carburanti "il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza". "Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo" prendere una decisione "ma ribadisco la decisione in quel caso" sarebbe affidata "al Parlamento. A oggi non è pervenuta alcuna richiesta", ha spiegato Meloni. La premier ha raccontato di essersi sentita con Netanyahu, manifestandogli "la contrarietà dell'Italia a qualsiasi escalation" fermo restando il diritto di Israele alla sua difesa "agli attacchi di hezbollah". In Libano, ha continuato, "sono presenti oltre mille soldati italiani della missione Unifil. La sicurezza del personale va garantita in ogni momento, reiteriamo la richiesta ad Israele". Fonte: Senato tv (NPK) (Redazione alanews) Trascrizione generata automaticamente e in questo contesto chiedo scusa di crisi attuale del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterale laterali Condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano un intervento a cui lo dico subito a scanso di equivoci L'Italia non prende parte e non intende prendere parte ribadisco che noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra riguardo l'attuale aumento dei prezzi dei carburanti il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese consiglio prudenza perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso Se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore stazione delle aziende che ne fossero responsabili le basi concessi agli americani in Italia dipendono da accordi che risalgono al 1954 e che sono stati sempre aggiornati da governi di ogni colore secondo che gli accordi ci sono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni non cinetiche che non comportano semplificando dei bombardamenti perché in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi per altre attività la competenza a decidere se concedere o meno quello utilizzo spetterebbe sempre in virtù di quegli accordi al governo ma su questo Ribadisco con chiarezza la posizione che il governo ha già espresso la decisione in quel caso per noi spetterebbe al Parlamento e allo stesso modo e A scanso di equivoci chiarisco che ad oggi non pervenuta alcuna richiesta in questo senso delicata situazione in Libano dove Purtroppo abbiamo assistito nuovamente alla decisione scellerata di Bollati trascinare l'incolpevole popolo libanese in un nuova guerra con Israele ho sentito nei giorni scorsi il primo ministro Netanyahu al quale ho ribadito la contrarietà dell'Italia qualunque eskalation fermo restando il diritto di Israele ti risponde gli attacchi di Apple ha il Libano come sapete sono presenti oltre 1000 soldati italiani all'interno della missione delle Nazioni Unite unifil sicurezza del personale di unifil deve essere garantita in ogni momento è una richiesta specifica che ritiriamo a Israele siamo estremamente preoccupati