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Nuova puntata di “Duemila secondi”, il podcast di ANTIMAFIADuemila, con gli interventi dei redattori Luca Grossi e Francesco Ciotti, che affrontano due temi di forte attualità: il caso di Bruno Contrada, l’ex 007 morto ieri a 94 anni, e l’escalation di tensione tra Donald Trump e l’Iran nel Golfo Persico. Grossi ricorda le parole della Corte di Cassazione sul ruolo dell’ex funzionario del Sisde, condannato per concorso esterno: “Contrada era una persona disponibile nei confronti di Cosa Nostra e responsabile di specifiche condotte di favoritismo verso mafiosi e di interferenza nelle indagini giudiziarie riguardanti fatti di mafia al fine di deviarne il corso”. Il giornalista sottolinea come si tratti di “parole durissime” che descrivono comportamenti come “agevolazione della latitanza di mafiosi, comunicazione all’organizzazione di notizie utili e comportamenti di freno alle indagini antimafia”. Il suo nome compare in molte delle indagini sulle stragi e sui delitti eccellenti di mafia: un “uomo cerniera tra pezzi di Stato e Cosa Nostra”. Luca Grossi ricorda poi come la vicenda giudiziaria si complicò con le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2014 e del 2015. “La CEDU ha stabilito che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non fosse sufficientemente chiaro all’epoca dei fatti”, spiega Grossi. Per questo la Cassazione ha dichiarato la condanna “priva di effetti penali”, ma “i fatti restano”: secondo i giudici, Contrada “ha oggettivamente contribuito a rafforzare Cosa Nostra, arrecando un grave danno alla credibilità dello Stato”. Sull’Iran, nel suo intervento Ciotti analizza invece l’innalzarsi dello scontro. “Trump vuole prendere il controllo dello Stretto di Hormuz e invadere l’isola di Kharg”, spiega, ricordando che si tratta “del principale hub petrolifero iraniano, da cui passa circa il 90% delle esportazioni di petrolio del Paese”. Secondo Ciotti, il ragionamento dell’amministrazione americana sarebbe quello di colpire le entrate della leadership iraniana: “Se togli il petrolio, togli ogni possibilità di rendita e di mantenere il potere”. Ma il rischio di escalation è altissimo. “Teheran ha già avvertito che l’asticella della rappresaglia si alzerebbe ancora di più e molti analisti ipotizzano che l’Iran potrebbe colpire gli impianti petroliferi di tutto il Medio Oriente”. Una prospettiva che potrebbe provocare un’“apocalisse energetica”, con prezzi del petrolio alle stelle e pesanti conseguenze sull’economia globale. “Una guerra che costa miliardi al giorno e che rischia di innescare una crisi finanziaria con ripercussioni su tutto l’Occidente”. ✅ Ti è piaciuto questo video? Metti un LIKE e ISCRIVITI al canale👆 Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Instagram: / antimafiaduemila ➡️Facebook: / antimafiaduemilaofficial ➡️Twitter: / antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: / antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com