У нас вы можете посмотреть бесплатно Vedi cara ~ Francesco Guccini { Testo } или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Titolo: Vedi cara Cantante: Francesco Guccini Anno: 1970 Francesco Guccini scrive questa canzone durante un momento di crisi con la sua fidanzata dell'epoca, Roberta Baccillieri, che sarà sua moglie dal 1971 al 1977. In quel periodo l'artista abbandonò per 6 mesi l'Italia e la sua futura sposa ed ebbe un'infatuazione per una sua allieva americana, Eloise Dunn, alla quale nel 1978 dedicò il brano "100, Pennsylvania ave". Al centro del testo c'è l'incomunicabilità di fondo tra Guccini e la sua futura sposa, dettata da due modi diversi di sentire e di amare e due punti di vista differenti sulla vita e sul mondo, che conducono i due innamorati ad un'inevitabile crisi. Il racconto di queste difficoltà di comunicazione, tuttavia, rappresenta solo il punto di partenza dell'analisi del cantautore, che, in un impeto di profonda introspezione, ricerca le ragioni della crisi interiore che sta vivendo, tentando di renderle manifeste anche alla sua partner. I fantasmi che popolano la sua mente, il suo animo mutevole ("Tutto quel che posso dire/ È che cambio un po' ogni giorno,/ È che sono differente") e i suoi sbalzi d'umore ("Certe volte sono in cielo,/ Come un aquilone al vento,/ Che poi a terra ricadrà") sono solo alcuni dei segnali di un tormento interiore che lotta per venire alla luce: "Vedi cara,/ Certe crisi son soltanto/ Segno di qualcosa dentro/ Che sta urlando per uscire". Più avanti, inoltre, l'autore sottolinea l'ineffabilità degli stati d'animo che talvolta lo pervadono e la sua incapacità di manifestarli: "Non capisci/ Quando cerco in una sera/ Un mistero d'atmosfera/ Che è difficile afferrare,/ Quando rido senza muovere il mio viso,/ Quando piango senza un grido,/ Quando invece vorrei urlare". Il problema principale dei due amanti, al di là di una certa mancanza di empatia da parte di entrambi, risiede in un evidente squilibrio emozionale. La donna, infatti, vorrebbe che la sua presenza bastasse al suo uomo per raggiungere la serenità, ma Guccini tenta di spiegarle che ciò non è possibile: "Tu sei molto,/ Anche se non sei abbastanza,/ E non vedi la distanza/ Che è fra i miei pensieri e i tuoi./ Tu sei tutto,/ Ma quel tutto è ancora poco,/ Tu sei paga del tuo gioco/ Ed hai già quello che vuoi". La protagonista femminile, inoltre, sembra cogliere nella distanza emotiva dell'autore i segnali di un possibile tradimento, ma Guccini la rassicura: "Non cercare/ In un viso la ragione,/ In un nome la passione/ Che lontano ora mi fa", e ancora, più avanti: "Cerca dentro/ Per capir quello che sento,/ Per sentir che ciò che cerco/ Non è il nuovo o libertà…". Un'ulteriore rassicurazione del cantautore, riguarda il fatto che la loro relazione non è giunta al capolinea: "Anche se/ Tutto il mio tempo con te/ Non dimentico perché/ Questo tempo dura ancora" e, infine, "E così non spaventarti/ Quando senti allontanarmi:/ Fugge il sogno, io resto qua!". Un articolo di Alessandra Iannuzzi