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Origini del nome Olbia, secondo la tradizione tramandata da Diodoro Siculo, Pausania il Periegeta e Strabone, sarebbe stata fondata dagli antichi Greci. L'origine del suo nome, Olbia, deriverebbe proprio dal greco ὄλβιος (ólbios), ossia "felice", "fortunato", "prospero"[7]. In antichità esistevano altre due città di nome Olbia, fondate dai Greci. Una si trovava sulle coste del Mar Nero (Olbia Pontica), l'altra nell'odierna Provenza (Olbia)[7]. Storia Neolitico, cultura di Bonu Ighinu, statuetta della Dea Madre, 4000-3500 a.C. Periodo prenuragico e nuragico Frammenti di ceramica ritrovati a Porto Rotondo ed una caratteristica statuetta femminile rappresentante la Dea Madre trovata a Santa Mariedda, fanno risalire al neolitico medio (4000-3500 a.C.) le prime testimonianze dell'uomo in territorio olbiese. Successivamente, durante il periodo eneolitico, con ocra rossa furono raffigurate nelle pareti della grotta del Papa – sull'isola di Tavolara – figure umane schematizzate, risalenti al 2700 - 2500 a.C., mentre risale all'età del bronzo antico (1800 - 1600 a.C.) la tomba dei giganti di Su Mont'e s'Abe. Tomba dei giganti di Su Mont'e s'Abe A partire dalla media età del bronzo, in concomitanza della diffusione in tutta l'Isola della civiltà nuragica, anche nel territorio di Olbia si riscontrano insediamenti nuragici, man mano sempre più numerosi: sono più di 50 quelli attualmente conosciuti e vanno dai nuraghi monotorre, ai villaggi di capanne, ai pozzi sacri, alle sepolture megalitiche; tra questi i monumenti più importanti sono: il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas; il nuraghe Putzolu, nella omonima località, detto anche lu Naracu; il villaggio nuragico Belveghile, sul prolungamento della sopraelevata nord in direzione Arzachena; il nuraghe Mannazzu o Mannacciu, sulla statale 127 in località Maltana; il nuraghe Siana o Zucchitta, nelle vicinanze della stazione di Enas; il nuraghe Sa prescione 'e Siana, su una altura che domina la piana di Olbia, vi si accede dalla strada vicinale di Aratena; il pozzo sacro di Sa Testa, risalente al periodo compreso tra il 1200 e il 950 a.C., sulla strada per Pittulongu, la tomba di giganti di Su Monte 'e s'Abe, sepoltura megalitica collettiva ad allée couverte, edificata nell'antica età del bronzo (1800 a.C.) ma rimaneggiata in periodo nuragico, mancante della stele centrale, lungo la strada per Loiri. Visti il grande numero di ritrovamenti, lo studioso Massimo Pittau ha ipotizzato un'origine nuragica della città.[8] Periodo fenicio, greco e punico Olbia, collana punica in pasta vitrea, IV secolo a.C. (Museo archeologico nazionale di Cagliari). Il primo insediamento urbano di Olbia nacque intorno al 750 a.C. dalla convivenza tra i Fenici e le popolazioni autoctone. Successivamente, verso il 630 a.C., giunsero i Greci di Focea, secondo la tradizione greca citata da Diodoro, Strabone e Pausania e i nuovi dati emersi dagli scavi archeologici[9], che fondarono un avamposto commerciale e un approdo sicuro, dando alla città il nome di Olbia, che in greco significa "felice" o "prospera". In seguito si hanno le prime tracce dell'insediamento urbano punico, databile tra il V e il IV secolo a.C.. I cartaginesi la cinsero di mura e di torri, edificando nella parte più alta un'acropoli con un tempio dedicato a Melqart. La città punica occupava un'area ora compresa tra via Asproni e piazza Matteotti e parte delle antiche mura sono ancora visibili in via Torino. Negli scavi archeologici effettuati nell'aprile del 2007 è emerso parte dell'abitato punico nella centralissima via Regina Elena. Nel mese di luglio 2001, in via Nanni, era stato riportato alla luce parte del vecchio insediamento di epoca punico-romana, utilizzato dal IV al I secolo a.C. In quel periodo poi, nel 535 a.C., nelle acque comprese tra il golfo e la Corsica, una flotta di sessanta navi focee della colonia di Alalia si scontrarono con una flotta di navi etrusche e puniche, coalizzatesi per sbarrare la strada alla penetrazione greca nel mar Tirreno. Il violento scontro, conosciuto come la battaglia del Mare Sardo (o battaglia di Alalia), è ritenuto da molti la prima grande battaglia navale nei mari dell'occidente. Tra i monumenti di questo periodo si possono ricordare i resti delle mura puniche in via Torino ed in via Acquedotto, queste ultime visibili attraverso due piramidi di vetro nella piazzetta di un complesso residenziale e i resti di un isolato punico in via Nanni e dell'acquedotto romano (I secolo). Busto di Nerone del 54/55-59 d.C. rinvenuto ad Olbia, conservato al museo archeologico nazionale di Cagliari. Scavi archeologici del foro romano nel centro storico di Olbia Resti dell'acquedotto romano di Olbia Periodo romano.