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Barile Pz Sud Italia Basilicata A Pentecoste una delle più antiche feste della cittadina arbereshe Dalla domenica al martedì di Pentecoste (15/16/17 Maggio 2016) si rinnova una delle più antiche feste religiose della Basilicata. Stiamo parlando della festa in onore della patrona di Barile “Maria Santissima di Costantinopoli”. La leggenda narra che la Madonna fosse apparsa in sogno a un contadino e che gli avesse indicato il luogo dove, scavando, avrebbe trovato la sua immagine dipinta sul tufo. Un’altra leggenda racconta che, dopo la scoperta dell’icona, due giocatori di carte si fermarono nella grotta a giocare per scampare alla pioggia. Il perdente, preso dall’ira colpì l’immagine della Madonna a un fianco. I due videro schizzare del sangue dalla ferita e scapparono inorriditi. Accorse il popolo e sulla grotta fu costruita la chiesa. In onore della Madonna è stato edificato a nord del paese un Santuario, risalente alla prima metà del secolo XVII, che è meta di pellegrinaggi a partire dal pomeriggio del martedì dopo Pasqua e che raggiungono il culmine durante il martedì dopo la Pentecoste, giorno della festa. Il lunedì di Pentecoste si svolgono la processione del Giglio, con l'offerta votiva costituita da candele adornate con fettucce colorate ed oggettini d'oro, e la tradizionale fiaccolata. Dopo la messa infatti con le torce accese si rientra al paese correndo accompagnati dal suono della banda. Il martedì di Pentecoste, giorno dei festeggiamenti della Madonna IL SANTUARIO Ad 1 chilometro dall’abitato di Barile, sulla strada per Rapolla, si trova circondato da vigneti ed oliveti, il Santuario della Madonna di Costantinopoli. Secondo la tradizione locale, il culto della Madonna di Costantinopoli sarebbe stato importato dagli albanesi, secondo alcuni studiosi invece, il santuario potrebbe essere la chiesa di Sancte Marie de Barrilis citata in una bolla del XII secolo come possedimento del vescovo di Rapolla. Nel Santuario si venera un dipinto del XVII secolo, più volte ritoccato, che raffigura la Vergine col Bambino. Il luogo di culto, addossato ad una parete rocciosa, è riconducibile al XVII secolo, probabilmente costruito su uno più antico in grotta. In paese si conserva una fontana monumentale di forme tardo-barocche del 1713, detta dello Steccato, che è caratterizzata da tre pietre scolpite a forma di testa da cui fuoriesce l’acqua.