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L’intercettazione di Pino Piromalli, i Graviano e quell’interesse per ‘Ndrangheta stragista - [5 febbraio 2026] Nel processo d’appello bis sentito il colonnello del Ros Berlingeri Il boss di Gioia Tauro Pino Piromalli mostrava un certo interesse per ciò che accadeva nel processo ‘Ndrangheta stragista. E’ quanto emerso da alcune intercettazioni registrate nell’ambito dell’inchiesta “Res Tauro” della Dda di Reggio Calabria, l’operazione che ha portato nuovamente all’arresto di “Facciazza” nel settembre 2025, finite agli atti del processo d’appello bis in corso davanti alla Corte d’Assise d’Appello (presieduta da Angelina Bandiera, a latere Katia Asciutto). Sui contenuti di queste intercettazioni questa mattina è stato ascoltato il tenente colonnello Diego Berlingeri, comandante del reparto anticrimine di Reggio Calabria, a seguito della richiesta del procuratore aggiunto della Dda, applicato come sostituto procuratore generale, Giuseppe Lombardo. Alla sbarra ci sono il boss del mandamento di Brancaccio Giuseppe Graviano e il calabrese Rocco Santo Filippone. Entrambi sono accusati di essere i mandanti di quegli attentati ed omicidi avvenuti tra il dicembre 1993 e il febbraio 1994, in cui persero la vita anche gli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo (uccisi il 18 gennaio 1994 sull’autostrada Salerno-Reggio, ndr). Piromalli, tornato in libertà nel 2020 dopo 22 anni di carcerazione, era tornato ad esercitare in maniera attiva il proprio ruolo di capomafia. Poteva contare nell’aiuto del suo braccio destro Antonio Zito, e sull’appoggio di altri fedelissimi. Ed è proprio dialogando con alcuni di loro che Piromalli, intercettato, si è lasciato andare in alcuni commenti di particolare interesse per questo processo. Berlingeri, deponendo in aula, ha sottolineato come le indagini abbiano ricostruito una fitta rete di contatti tra calabresi e siciliani (“Don Mommo Piromalli con la Cosa Nostra palermitana, Giuseppe Piromalli “Facciazza” e Antonio Zito con Totò Riina… per loro stessa ammissione”). Di particolare interesse è l’intercettazione del 30 dicembre 2022 in cui Piromalli, descriveva la propria esperienza carceraria (tanto in alta sicurezza quanto al 41 bis) ed esprimeva commenti favorevoli su alcuni soggetti con cui aveva vissuto periodi di detenzione. Figure come Bernardo Provenzano, Raffaele Cutolo, Antonino Cinà, Pietro Aglieri, Nitto Santapaola e Carlo Greco. E commenti di profonda stima non ,mancavano anche verso i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. “I Graviano loro sono… due fratelli seri… Filippo e Giuseppe… loro sono due ragazzi seri vero”, affermava Piromalli. Ma è il passaggio successivo a catturare l’attenzione degli inquirenti. “Sollecitato da uno dei propri interlocutori – ha spiegato il tenente colonnello rispondendo alle puntuali domande del Pg Lombardo – il quale secondo sua convinzione contrapponeva Graviano a Riina, il Piromalli diceva ‘no, no, non sono contro. Dopo Riina c’erano i Graviano… quando c’era allora tutte queste cose qua”. Quel riferimento a “tutte queste cose” è interpretato dagli investigatori come un richiamo esplicito al biennio ’93-’94 (“E’ Piromalli a dare il contesto temporale. Riina viene arrestato il 15 gennaio 1993. E il riferimento è dunque al 1993-1994, periodo delle stragi continentali”). [https://www.comitato-antimafia-lt.org...]