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Rassa è Goffredo di Bretagna, morto il 19 agosto 1186; Marinier è identificato dagli antichi commentatori (nelle vidas e nelle razos) con Enrico il Re Giovane. Forse questa canzone fa parte della serie di testi scritti da Bertran de Born nell'anno della rivolta dei figli di Enrico II Plantageneto e della contesa per Altaforte (1182-83). Rassa, tanto sinnalza e vola colei che è priva dogni inganno; il suo pregio alle altre è noia, perché non cè una che le nuoccia, che la sua beltà, vista, assolda i prodi a lei, a chiunque roda: che i più avveduti ed i migliori son sempre suoi sostenitori e lhanno per la più gentile, che sa far tanto intero onore che vuol solo un corteggiatore. Rassa, è una donna fresca e fina, allegra e gaia e ragazzina, bionda e rossa nel colorito, bianca nel corpo, un biancospino, molle braccio e dura tettina, e par coniglio sulla schiena. Dal suo fino fresco colore, dal suo pregio e dal suo valore può veder presto la migliore chi si vuol far conoscitore di me, da che parte io adori. Rassa, coi grandi lei è orgogliosa, per letà è molto giudiziosa, che non vuol Poitou né Tolosa, né Bretagna né Saragozza, ma di pregio tanto è bramosa che ai prodi poveri è amorosa, e ha scelto me per amatore: prego tenga caro il suo amore, ed ami più un buon valvassore che un conte o duca ingannatore che la tenga nel disonore. Rassa, un ricco che niente dona, né accoglie e spende e a corte aduna, e senza torto muove accuse, e a chi vuol grazia non perdona, non mi piace, ed ogni persona che il servizio non ricompensa. Non amo i ricchi cacciatori, né da poiana uccellatori che vantano voli dastori, e che mai darmi né damori diranno parola tra loro. Rassa, ciò prego che vi piaccia: un ricco mai stanco di guerra, che non sarrende per minaccia finché è stanco chi mal gli faccia vale più che riviera e caccia che buon pregio non ha né abbraccia. Maurin ed Aigar, suo signore, si sanno buoni assalitori, e il visconte guardi il suo onore, lo chieda il conte con vigore, e vediamola a primavera. Marinier, voi avete onore, e noi sè cambiato un signore guerriero con uno che fa tornei. E prego Golfier de la Tor che il mio canto non gli faccia paura. Papiol, porta il canto, corri, a corte al mio malvagio Bel-Signore.